Lezioni regolari a Lodi dopo l’allarme di lunedì. Il prefetto fuori dal Bassi

La mattinata Nessun particolare problema segnalato, ma ora resta da capire chi c’è dietro la giornata convulsa di lunedì

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Lodi

Lezioni regolari questa mattina (martedì) all’istituto superiore Bassi di Lodi. La conferma arriva dalla prefettura dopo una giornata, quella di lunedì, decisamente convulsa. A rendere preoccupante la situazione un falso messaggio di Classe Viva, la App che gestisce il registro elettronico degli studenti, nel quale si indicava la chiusura della scuola per la giornata di martedì 20 ottobre. Tutto falso, come smentito, anche attraverso il sito Internet del «Cittadino» ieri in serata, dalla scuola stessa, dal provveditore agli studi e dal prefetto.

Regolarmente aperte, oggi, anche tutte le altre scuole di Lodi. Ora resterà da capire come si muoveranno le autorità giudiziarie per scoprire chi c’è dietro la creazione di un falso messaggio di Classe Viva, un’azione particolarmente pericolosa perché la App è lo strumento ufficiale di contatto tra il mondo della scuola e le famiglie.

Ma cosa è successo nella giornata di lunedì? Una serie di messaggi allarmistici ha iniziato a circolare sulle chat e sui social degli studenti, sia quelli delle superiori, sia quelli delle università, perfino alle scuole medie. Messaggi tutti identici - e anche qui occorre risalire a chi li ha realizzati e spetterà alla polizia postale - in cui si annunciavano violenze ai danni degli studenti, messaggi che hanno creato grande preoccupazione nel corpo studentesco con numerose richieste di informazioni delle famiglie anche a «il Cittadino». E, va detto, si tratta di messaggi che sono circolati anche a Milano, Pavia, Crema, Cremona per quanto finora ricostruito.

Nel Lodigiano le istituzioni, sindaci compresi, si sono mobilitati in serata per tranquillizzare le famiglie e le forze dell’ordine hanno alzato il livello di allerta attorno al mondo della scuola. Il messaggio, evidentemente, è passato, tanto che questa mattina (martedì) la situazione a Lodi era sotto controllo. Lo stesso prefetto, Davide Garra, ha presidiato l’entrata dell’istituto Bassi.

Resta la gravità di quanto accaduto a fronte dell’uso distorto - con aspetti criminali, va detto - dei social e delle chat. E dunque, spetterà alle forze dell’ordine e alla magistratura fare chiarezza e punire i responsabili che potrebbero anche non essere nel Lodigiano visto che i medesimi messaggi sono circolati in diverse altre città.

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