L’ANALISI: nel Sudmilano Fratelli d’Italia moltiplica per dieci i suoi consensi

Dal 2013 a oggi, il Pd ha perso il 9 per cento

L’ANALISI: nel Sudmilano Fratelli d’Italia moltiplica per dieci i suoi consensi
Il tour elettorale di Fabio Raimondo al mercato (con La Russa e Baggi)

In diversi comuni del Sudmilano, Melegnano ad esempio, Fratelli d’Italia ha più che decuplicato il suo risultato. Un rapido sguardo ai freschissimi tabellini elettorali dice questo. A marzo del 2013 all’ombra del broletto melegnanese Fdi (che si chiamava già così, ma con il vecchio simbolo di Alleanza Nazionale) aveva 188 voti alla Camera, pari all’1,9 per cento; ieri ha aperto la giornata con un “pacchetto” di 2.100 schede, il 25,02. Significa undici volte tanto. Il Partito Democratico in nove anni che, è banale dirlo, sembrano un’era geologica, ha perso riferendosi sempre a Melegnano circa 2.200 voti (3.145-1.961 alla Camera) in termini assoluti e “solo” il nove per cento in frazioni percentuali. Di mezzo, nel Sudmilano, fra le tornate del ’13 e del ’18 e il presente c’è stato a Melegnano, San Donato, San Giuliano, il boom del centrodestra trainato dalle liste civiche. I sindaci Vito Bellomo, Marco Segala, Francesco Squeri governano dal 2021, o dall’anno in corso, con una lista civica forte (Melegnano Lab, Viviamo San Giuliano, San Donato Futura) che non è esattamente sovrapponibile a partiti di centrodestra, e in alcuni casi nemmeno al centrodestra. Quest’ultimo aspetto rende praticamente impossibile capire a quale partito della coalizione vincente siano andati i consensi dei grandi “laboratori” civici in corso. Una cosa è chiara: se nel 2017 a Lodi e nel Lodigiano trionfava la Lega mentre a nord della via Emilia resisteva qualche roccaforte dem (Melegnano, vittoria di Bertoli; San Donato, bis di Checchi), ora anche il Sudmilano è terra municipalmente e politicamente di centrodestra. Con sempre meno persone che vanno a votare.

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