La “grana” rifiuti a Lodi non è risolta, Aprica ricorre al Consiglio di Stato

BATTAGLIA LEGALE L’azienda contesta la decisione del Tar favorevole al Comune

Non è chiusa la “grana rifiuti” nel capoluogo. E Aprica spa ora bussa alle porte del Consiglio di Stato. Dopo l’espressione del Tar della Lombardia, che ha di fatto confermato l’operato del Comune di Lodi, e gli atti che hanno scritto la parola “fine” al contratto di servizio con il gestore del servizio di igiene urbana, la contromossa di Aprica spa è andare verso un giudizio al Consiglio di Stato. Nelle scorse ore, la giunta Furegato ha già provveduto a deliberare la costituzione in giudizio, per difendere gli interessi dell’ente e stimando una nuova spesa legale per circa 9.800 euro, al momento un’ipotesi da confermare con il relativo incarico legale per seguire la vicenda.

La vicenda era partita nel giugno 2024, con la determinazione dirigenziale numero 578 con cui si è preso atto della cessazione “ipso iure”, e quindi per effetto di una norma di legge, del contratto di servizio che regola una partita essenziale, come quella legata alle operazioni per la raccolta dei rifiuti e la pulizia della città. A motivare l’atto, le evoluzioni normative rispetto al contesto originario, dato che il contratto era stato sottoscritto inizialmente con Astem, nel 1999 e nel 2001; un quadro che oggi, secondo l’interpretazione del Comune, prevede per i comuni la possibilità di affidamenti diretti solo in house, quindi tramite partecipate, o consorzio di cui sono soci. Il servizio era stato inizialmente garantito con ordinanze urgenti e poi con un affidamento ponte, mentre Aprica aveva scelto la via del ricorso al Tar. A fine anno, l’esito che aveva confermato l’interpretazione del Comune e ora il ricorso al Consiglio di Stato per chiedere l’annullamento o la riforma della sentenza del Tar sul ricorso proposto per annullare gli atti del Broletto. In questi mesi, di confronti legali, non è mancato il lavoro per potenziare il servizio o inserire nuove attività in sinergia tra Comune e Aprica, anche con l’inserimento di nuovi mezzi o il potenziamento delle attività.

Intanto il Comune di Lodi sta già lavorando sul dopo, per cui si è optato per la scelta di andare a gara per affidare il servizio che cuba circa 8 milioni di euro l’anno. Il lavoro è già in corso per la stesura del capitolato d’appalto e, come ha fatto sapere ieri il Comune di Lodi, non si arresta per il nuovo ricorso al Consiglio di Stato ora all’orizzonte. L’intenzione è quindi quella di proseguire nell’iter che porterà a un nuovo affidamento, nonostante la nuova iniziativa legale della società.

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