Il ricordo di Arcaini tra i velisti d’Italia:
«Grazie a lui il Meteor esiste ancora»
IL LUTTO Nel suo cantiere navale, Nauticalodi, portò avanti la costruzione di uno dei modelli più celebri e diffusi in tutti i mari italiani. Stamattina i funerali
Ingegnere, politico, imprenditore, Giacomo Arcaini ha significato tanto per tanti lodigiani, ma il suo nome è noto ben oltre i confini della nostra città. Ieri, infatti, la notizia della sua scomparsa, a 96 anni, ha fatto il giro d’Italia, diffondendosi nei circoli di velisti di tutta la penisola. Arcaini, infatti, per quattro decenni è stato il “papà” del Meteor, una piccola barca a vela in vetroresina, un monotipo da regata progettato nel 1968 dall’architetto olandese Van De Stadt per veleggiare su laghi e mari italiani. Un progetto che ha avuto un successo incredibile, è stato prodotto da cantieri diversi fino a diventare, per oltre quarant’anni, il modello distintivo del cantiere dell’ingegner Arcaini: Nauticalodi. Un nome che, di per sé, sancisce un legame indissolubile tra Lodi e il Meteor, dando alla città un ruolo nella storia della vela. Un ruolo piccolo, ma non trascurabile, almeno per i migliaia di appassionati di questa barchetta popolare, ma geniale, tanto che ancora oggi è in produzione.
In rappresentanza di tutti questi appassionati, oggi per i funerali sarà presente a Lodi Davide Sampiero, presidente dell’Assometeor, l’associazione di classe.
«La nostra classe Meteor deve tantissimo all’ingegner Arcaini, anzi, se non ci fosse stato lui oggi non esisterebbe nemmeno più - spiega Sampiero -. Quando aprì il cantiere Nauticalodi, il progetto era già vecchio di decenni, ma lui gli diede nuova vita e nuova speranza, costruendo ancora 160 barche. Non fu certo una scelta fatta per arricchirsi, visti i costi di produzione di una barca al giorno d’oggi, che impongono a tanti cantieri di puntare sui modelli di lusso trascurando quelli più a buon mercato come il nostro Meteor. No, la sua fu una scelta di cuore: Arcaini era animato da una passione unica, tant’è che ha sempre partecipato ai campionati italiani e alle manifestazioni dei Meteor: ancora fino a due anni fa non ha mai fatto mancare la sua presenza. Per questo, tutti noi abbiamo un grande senso di riconoscenza nei suoi confronti».
Il cantiere Nauticalodi fu ceduto nel 2022, e dopo una parentesi poco fortunata, gli stampi e il progetto della barca passarono ancora di mano, tanto che ancora oggi, volendo, il Meteor si può ordinare, anche se ormai a Lodi, nel capannone di Riolo, non esiste più nulla.
Però, il nome di Arcaini è sopravvissuto, tanto che moltissimi, da Trieste a Ventimiglia, ieri hanno condiviso con affetto il ricordo delle sue barche ma anche solo dei consigli che ricevettero in fase di restauro di qualche esemplare ormai malandato. E, soprattutto, il ricordo della sua gentilezza e della sua disponibilità, che l’hanno reso davvero amato da tutti.n
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