Il prefetto Garra alla cerimonia del 25 aprile a Merlino

Presenza istituzionale Corona deposta ai caduti e discorsi ufficiali

La corona deposta davanti al municipio, le bandiere ferme nell’aria del pomeriggio di sabato, e una comunità che si raccoglie attorno a un rito che resta uguale e necessario. Il 25 aprile, a Merlino, è passato da qui: dal monumento ai caduti e dalla presenza istituzionale del prefetto Davide Garra. Il piccolo comune dell’alto Lodigiano senza sindaco, guidato da un commissario straordinario, il viceprefetto aggiunto Antonella D’Amico, ha visto la partecipazione del maggiore dell’Arma Daniele Brasi. Intorno, le autorità civili e religiose, l’Anpi di Lodi, le associazioni e soprattutto gli alunni della scuola primaria “Guglielmo Marconi”, chiamati a dare voce a una memoria che non può restare solo formale. Il programma è quello di sempre: corona, silenzio, interventi. Il richiamo: la Liberazione non è una ricorrenza rituale, ma un punto di partenza. «Mantenere viva la memoria», ha sottolineato il commissario D’Amico, «significa tradurre ogni giorno i principi della Costituzione in azione concreta».

© RIPRODUZIONE RISERVATA