Il Gruppo Alpini di Lodi all’adunata di Genova: «Una festa di popolo»

L’EVENTO Oltre 400mila “penne nere”

Un appuntamento che si ripete ogni anno. Qualcuno potrà pensare che sia, dopo tante partecipazioni, noioso, ripetitivo, sempre inquadrato nel solito schema delle cerimonie prestabilite del venerdì e del sabato e la sfilata della domenica. Vero, ma solo in parte. Perché per gli alpini partecipare all’adunata nazionale è il momento clou dopo un anno di impegno a favore della propria comunità e dell’associazione di cui fanno parte (per chi non lo sapesse, l’anno delle penne nere si misura dall’adunata a cui si partecipa a quella dell’anno successivo, da maggio a maggio). È il momento in cui si va a reincontrare amici sparsi in altre zone dello Stivale italiano, il momento in cui l’italianità prende il sopravvento molto più degli altri giorni, il momento in cui l’anno di leva obbligatoria ti ha maturato facendoti passare da “sbarbato” a persona con qualche responsabilità in più.

E così è successo per il Gruppo Alpini di Lodi che da venerdì 8 a domenica 10 ha presenziato all’adunata tenutasi a Genova 25 anni dopo quella del 2001. Le polemiche antecedenti questo annuale evento su presunti comportamenti negativi degli alpini che sarebbero potuti accadere si sono dissolte un poco tempo lasciando spazio alla festa. Una festa di popolo che ha coinvolto l’intera città più i 400mila ospiti giunti da ogni dove, e poco importa se dopo due giorni di bel tempo la domenica la sfilata per le vie della città si è svolta sotto la pioggia, come dice un detto delle penne nere “gli alpini non sono solubili all’acqua”. Il prossimo anno sarà la volta di Brescia ad ospitare l’adunata nazionale, una città a vocazione alpina

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