I sindaci lodigiani bussino alla Regione per aree verdi e riforestazione

I FONDI CI SONO Ma bisogna portare avanti progetti concreti e sostenibili e non ideologico

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Un vecchio amministratore comunale, al quale resto moto affezionato, anni fa diceva: «Al centro delle rotatorie meglio mettere il cemento anziché l’erba, perché così non serve fare manutenzione, non si spendono soldi e si fa bella figura con i cittadini, che non vedranno mai le erbacce!». Erano i primissimi anni Duemila. Oggi, a distanza di due decadi, con temperature tropicali, queste parole sono obiettivamente fuori dal tempo. Ma molti amministratori locali ancora non colgono l’urgenza dell’adattamento ai cambiamenti climatici e lo dimostrano nei fatti. E così, solo per fare qualche esempio, non si pensa a contrastare le isole di calore nelle nostre città, si continuano a realizzare enormi parcheggi a servizio dei supermercati con assurde colate di bitume, non si incentivano rigenerazioni urbane che possano prevedere elementi di mitigazione, si continua a riasfaltare le strade come si faceva mezzo secolo fa, si continuano a considerare i giardini e i parchi pubblici come elemento di costo e non come reale ecosistema al servizio dei cittadini nei giorni più caldi.

Per contrastare temperature che non sono più eccezionali, ma la normalità, un’azione efficace è quella delle riforestazioni e della creazione di nuove zone verdi, sia su grandi aree a ridosso dei nostri centri urbani, sia all’interno degli abitati stessi, in piccole porzioni. Però bisogna volerlo fare e bisogna saperlo fare. Nel Lodigiano basterebbe provarci. Abbiamo Regione Lombardia che potrebbe trovare risorse anche tramite l’Ersaf, l’ente regionale per l’agricoltura e le foreste, abbiamo il Parco Adda Sud che in passato ha già fornito alberi e che potrebbe farlo nuovamente, abbiamo l’Università che potrebbe dare una mano dal punto di vista delle idee, al pari dell’Istituto di Agraria di Codogno. E abbiamo modelli, come la vecchia convenzione con Sorgenia, che non è mai stata pienamente sfruttata.

Si potrebbe partire dai centri più importanti, da Lodi, Codogno, Casalpusterlengo e Sant’Angelo Lodigiano, senza estremismi ideologici che i cittadini rigettano ma con un poco di buon senso. E si potrebbe davvero sfruttare la sponda regionale - abbiamo un assessore e due consiglieri regionali - che oltre a risorse ha anche competenze. Chi scrive sa che la Regione sarebbe disponibile. Ma se i sindaci non chiedono i progetti si fanno altrove, in altre province...

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