I due nuovi focolai nell’ospedale di Lodi:
«Situazione gestita in sicurezza»

L’Asst rassicura: «Sono tutti asintomatici»

Focolaio di covid nell’area “pulita” dell’ospedale di Lodi, scatta un audit interno per capire cos’è successo. Tra il 26 e il 27 novembre, durante i controlli effettuati per le dimissioni e i trasferimenti dei malati in altri reparti, sono emersi 16 pazienti positivi in Medicina e 8 nel reparto di Cardio-pneumologia, oltre a 3 operatori sanitari in ciascuno dei due reparti.

«Il rispetto dei protocolli in vigore in azienda e il mantenimento di un livello di attenzione elevatissimo - spiega il direttore generale dell’Asst Salvatore Gioia - hanno consentito di individuare, contenere e gestire in sicurezza una situazione potenzialmente critica».

I pazienti ricoverati nelle due aree verdi, «avevano un tampone negativo all’ingresso, ma sono risultati positivi al momento del loro trasferimento in altri reparti - spiega l’amministrazione ospedaliera -. I protocolli aziendali prevedono controlli rigorosi, non solo al momento delle dimissioni o del trasferimento in strutture esterne, ma anche nei passaggi da reparto a reparto anche in considerazione del fatto che la positività può manifestarsi, dopo un periodo di latenza, anche nei giorni successivi senza necessariamente essere accompagnata da sintomatologia riconducibile a infezione da Covid». Secondo l’azienda ospedaliera tutti i positivi invididuati sarebbero «asintomatici».

«L’azienda - aggiunge l’amministrazione - ha immediatamente sottoposto a screening non solo i degenti, ma tutto il personale dedicato. Già i dati del 2 dicembre (ieri, ndr) depongono in direzione di un esaurimento del focolaio». Le azioni di contenimento hanno riguardato sia i pazienti positivizzati che sono stati immediatamente trasferiti in aree covid e i contatti di caso accolti in stanze singole sotto stretto controllo.

«Si è proceduto alla sanificazione e disinfezione dei reparti con perossido di idrogeno e l’uso di candeggina a 5000ppm - aggiunge l’amministrazione ospedaliera in una nota -, e al personale sanitario è stato chiesto di adottare dispositivi di protezione individuale di livello superiore e verificare la corretta applicazione della procedura di vestizione e svestizione per il personale in servizio». Inoltre, anche a tutto il personale non sanitario (come operatori delle pulizie e altri) che ha operato nei due reparti, verrà eseguito il tampone.

«È in corso un audit interno per una migliore comprensione di quanto accaduto - spiega l’Asst - e si stanno valutando misure aggiuntive ancora più stringenti a tutela dei pazienti e del personale della Asst. Per potenziare la risposta di assistenza e supportare l’ulteriore pressione sui nostri ospedali, è imminente l’apertura di un nuovo reparto Covid all’ospedale di Codogno, già per altro previsto ma oggi ancora più necessario e urgente».

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