Ha lavorato 40 anni in ospedale, addio a Elvio Damaschi
LODI L’uomo, cresciuto in città bassa, aveva 73 anni: domani, l’ultimo saluto
Lettura 1 min.Lodi
Se ne’è andato una settimana prima del suo 74esimo compleanno Elvio Damaschi, uomo della città bassa. Per 43 anni ha lavorato in ospedale sulle life car, i trasporti dei pazienti da un ospedale all’altro. «È cresciuto qui in città bassa - raccontano la moglie Donatella e il figlio Aldo -, suo nonno aveva il bar Sarina in via Lodino e lui era sempre lì, ad aiutare. Poi, sempre suo nonno, ha fondato la Racchia, la storica banda insieme a “Peppone” Boriani. E lui si era unito alla banda, suonava i cosiddetti “ciucalin”, strumenti semplici, artigianali, fatti di legno di ulivo e tappi di bottiglia, e i tamburelli».
«Lavoravamo insieme in ospedale - ricorda la moglie -, lui nei trasporti e io, infermiera, in farmacia, ad occuparmi dei preparati galenici, sciroppi, pomate, disinfettanti. Ci siamo conosciuti però molto prima, lui lavorava da Ardizzi, in viale Milano. Con il camioncino riforniva di bibite i clienti, poi è andato in ospedale e non ha più cambiato lavoro. Io e lui ci conoscevamo da oltre 50 anni: siamo stati fidanzati 10 anni, io allora lavoravo da Tilla, la sartina in Borgo Adda, e poi siamo stati sposati 47 anni. Se n’è andato, per una malattia, diagnosticata due settimane fa».
«Era un uomo generoso - dicono i suoi famigliari - sempre disponibile per tutti».
L’ultimo saluto sarà domani, lunedì 18 maggio, alle 10.30, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Maddalena. In attesa dei funerali la camera ardente è stata allestita nell’abitazione di via Vistarini 15, a Lodi.
«Elvio - spiegano Rossana Falcone e la sua famiglia - era una persona sempre presente nel soccorrere gli altri, al servizio di tutti. Allegro, responsabile, rispettoso, discreto, mite, amava il prossimo come se stesso, amava la vita e i suoi cari. La moglie Donatella e il figlio Aldo gli sono sempre stati al fianco».
© RIPRODUZIONE RISERVATA