Già 78 i profughi ucraini nel Lodigiano

La Prefettura pronta a un bando per gestire i servizi necessari

Già 78 i profughi ucraini nel Lodigiano
Il campo profughi di Medyka in Polonia
(Foto di Parisi)

Sono scappati dalle bombe e dalla disperazione della guerra e sono arrivati in Italia, perlopiù con viaggi di fortuna. E ora sono nelle case di amici o parenti, qui nel Lodigiano, al sicuro dalle bombe e dalla morte. Sono 78 i profughi ucraini registrati ufficialmente dalla Questura di Lodi, a ieri, nella provincia di Lodi e a San Colombano, quasi tutte donne e bambini, pochissimi gli uomini. Lodi e Sant’Angelo per ora sono i comuni che ospitano il maggior numero di famiglie.

I dati sono raccolti dalla Questura e trasmessi alla Prefettura di Lodi, che ne tiene traccia e si raccorda con il consolato e con le altre autorità territoriali per poter dare loro, da subito, i servizi di base, quelli socio-sanitari, quelli educativi per i bambini e i ragazzi. A ieri erano 74 le persone ospitate nella provincia di Lodi, altre 4 a San Colombano. Cinque persone sono entrate nel circuito di accoglienza della Prefettura e sono ospitate nel Cas di Lodi della Caritas. Tutte le altre sono invece accolte dalla solidarietà spontanea di famiglie italiane, di parenti ucraini già residenti qui per lavoro, di amici di vecchia o recente data. A Lodi sono 8 le famiglie presenti, a Sant’Angelo 5, poi 2 famiglie si trovano a Castiglione, Corte Palasio, Tavazzano, Zelo Buon Persico. Singoli nuclei familiari si trovano poi Montanaso, Ospedaletto, Merlino, Casale, Secugnago, Cornegliano, Crespiatica, Marudo, Salerano, Castiraga Vidardo, Codogno, Valera Fratta, oltre a San Colombano. I numeri cambiano di giorno in giorno, e anche i 78 censiti ieri sul territorio non è detto siano tutti gli ucraini in fuga dalla guerra ospiti nel Lodigiano.

Solo pochi giorni fa la Prefettura aveva ricordato e invitato tutti i cittadini a segnalare la presenza di ospiti provenienti dall’Ucraina entro le 48 ore dall’arrivo alla polizia locale del comune dove si risiede o, solo per Lodi, alla Questura. Tutti i dati finiscono poi a Questura e Prefettura per garantire ai profughi da subito i servizi di base. E infatti Asst Lodi ha già dato le prime disposizioni operative per le opportune profilassi sanitarie. Sono stati individuati due presidi territoriali. L’hot spot presso la Casa di Comunità di Sant’Angelo, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 16, è disponibile per i profughi ucraini per eseguire tampone diagnostico Covid, visite mediche, anamnesi vaccinale e anamnesi vaccinale specifica Covid, rilascio del codice regionale Stp (Straniero Temporaneamente Presente) con cui accedere alle prestazioni sanitarie. Il centro vaccini di Lodi Fiera a San Grato, aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 16, è stato invece indicato per le prestazioni di anamnesi e vaccinazione anti-Covid.

Il numero di profughi ucraini è destinato inevitabilmente ad aumentare anche sul territorio lodigiano nei prossimi giorni. Per ora l’accoglienza è lasciata alla rete spontanea di solidarietà, sostenuto da associazioni di volontariato e dal sociale privato in genere. Rispetto a questa accoglienza la Prefettura si limita a ricevere le segnalazioni per il coordinamento con le altre autorità e con lo stesso consolato ucraino di Milano, senza ruoli di indirizzo o smistamento. Ma l’Ufficio di Governo del Territorio si prepara anche per un’accoglienza più strutturata: è di ieri la pubblicazione della manifestazione d’interesse per operatori disponibili a svolgere i servizi di accoglienza, attività preliminare per un’eventuale prossimo bando di gara.

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