Farmacie comunali verso la vendita

Via libera ai progetti di vendita delle farmacie comunali. Il consiglio comunale di Lodi è pronto a valutare la cessione della società pubblica. Ad attestarlo è un documento votato dall’assemblea del Broletto, che ha incassato il parere favorevole di larga parte dell’aula: 32 sì e un astenuto. Le forze politiche in municipio hanno condiviso «la possibilità nell’ambito di un’ipotesi di riassetto societario, di aprire al mercato arrivando alla cessione di quote dell’Azienda farmacie», con l’obiettivo di massimizzare gli introiti dalla vendita e al contempo tutelare i lavoratori attuali della società.

L’ordine del giorno è stato presentato ieri sera in Broletto dal Pdl e corretto dal Partito democratico. Un testo che è passato con alcuni distinguo. Rifondazione comunista con Antonio Bagnaschi ha preso le distanze e si è astenuto: «Sono contrario alla vendita di Farmacie comunali. Non sono contrario invece a discutere di un piano di riorganizzazione. Mi si deve dimostrare l’utilità della cessione. Con l’alienazione si rischia di perdere dei servizi».

È intervenuto anche il presidente del consiglio comunale, Gianpaolo Colizzi, sceso dai banchi della presidenza e seduto vicino ai colleghi, che ha posto alcuni paletti: «Voglio esprimere un grande tributo di riconoscenza al consiglio di amministrazione uscente di Farmacie, che ha svolto importanti servizi di valore sociale. Noi non saremo mai per la logica di vendere per vendere l’azienda. Non c’è alcuna frenesia nella cessione - puntualizza Colizzi - ma crediamo che si possa prendere in considerazione questa ipotesi, se dettata da necessità». Di fronte alle difficoltà manifestate da alcune frange del centrosinistra ad accettare la proposta di cessione dell’Azienda farmacie, l’opposizione è partita all’attacco: «Questa maggioranza è spaccata sulla vendita di questa società partecipata», sostiene Salvatore Zireddu di “Insieme per il Lodigiano”.

E Lorenzo Maggi del Popolo della libertà ha sollecitato la società Astem (controllata dal Broletto) ad alienare le Farmacie (partecipata di Astem spa): «Crediamo da sempre che il ruolo del pubblico nella gestione dei servizi pubblici sia ormai inutile. Il pubblico deve svolgere un ruolo di controllore». E Alberto Segalini della Lega nord: «Nel programma del centrodestra per le comunali era già presente la cessione dell’azienda pubblica che gestisce i punti vendita di medicinali. Si vada in questa direzione, ma senza pensare di vendere per vendere».

È passato anche un ordine del giorno presentato dal gruppo “Lodi con Guerini”, per esprimere riconoscenza a coloro che hanno gestito e collaborato nell’Azienda farmacie.

Infine ha preso la parola il sindaco, Lorenzo Guerini: «Astem spa, la nostra patrimoniale, sarà chiamata ad affrontare un processo di riorganizzazione. Abbiamo chiesto alla società uno sforzo impegnativo dal punto di vista finanziario in questi anni, per rispettare il patto di stabilità del comune. Per migliorare le sue condizioni, ho quindi chiesto anche di approfondire l’ipotesi di vendita di Farmacie, che è una sua partecipazione». Infine in aula c’è stato un colpo di scena sulle commemorazioni. A divedere l’aula il ricordo del compianto ex presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. La Lega nord in polemica non ha partecipato al minuto di silenzio (salvo Paolo Tansini).

Matteo Brunello

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