Emergenza casa, 380 le domande in graduatoria

LODI L’Aler parla di una media di assegnazione di 29 alloggi negli ultimi 3 anni, su un totale di 536 alloggi dell’Azienda per l’edilizia residenziale condotta da Monica Guarischi

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Emergenza casa, l’allarme dell’abitare non è solo affar spagnolo. Anche in Italia e a Lodi, complice soprattutto l’influenza di Milano, i prezzi al metro quadro salgono alle stelle e sempre più persone faticano a trovare case in vendita o da prendere in affitto. La difficoltà di trovare casa non colpisce più soltanto chi vive in condizioni di povertà, ma riguarda anche giovani, lavoratori e famiglie che non riescono a sostenere i prezzi del mercato privato. Ma anche nell’edilizia pubblica non sono tutte rose e fiori.

Secondo stime Aler Pavia e Lodi, infatti, a oggi sono 380 le richieste di alloggi ancora in attesa. Di queste molto probabilmente solo il 10% sarà soddisfatto. A dirlo proprio l’azienda condotta da Monica Guarischi, che parla di una media di assegnazione di 29 alloggi negli ultimi 3 anni, su un totale di 536 alloggi Aler nel Comune di Lodi. Per questi «la graduatoria su Lodi, nel bando 2025 tutt’ora in vigore, è composta da 378 domande».

Invece, gli alloggi di privati in città che sarebbero vuoti sono 800.

«Secondo le nostre stime, a Lodi ci sono circa 800 alloggi vuoti - dice l’assessore alle politiche per la casa della giunta Furegato Mariarosa Devecchi -. Non tutti sono immediatamente abitabili o disponibili per la locazione. Lavoriamo per riportare sul mercato almeno una parte di questi immobili, costruendo nuove forme di collaborazione con i proprietari, garanzie e strumenti che favoriscano gli affitti a canoni accessibili. Anche perché il Comune non ha soldi per costruire nuove palazzine popolari. Il rischio, per Lodi, è quello di subire progressivamente le tensioni abitative dell’area milanese senza disporre degli strumenti necessari per governarle».

Una questione, quella di aprire una riflessione riguardo gli immobili inutilizzati e la possibilità di favorirne il ritorno sul mercato delle locazioni, su cui il Broletto ritiene necessario lavorare.

Per soddisfare il bisogno di case della popolazione residente, e non subire la deleteria vicinanza con Milano, dove i prezzi di vendita e di affitto sono ormai alle stelle, negli ultimi 4 anni il Comune di Lodi ha comunque sviluppato una serie di interventi, cercando di affiancare alla gestione delle emergenze la costruzione di un sistema territoriale dell’abitare.

Attraverso la partecipazione a bandi e il contributo di soggetti privati, tra cui il Rotary Club Oltre Adda e la banca Centropadana, sono stati recuperati almeno 30 alloggi del patrimonio pubblico comunale, precedentemente inutilizzabili e, attraverso l’Agenzia Lodigiana per l’Abitare, costituita in collaborazione con l’Azienda Speciale Consortile Servizi Intercomunali, è stata promossa una sperimentazione di Housing Mix, destinata anche a persone che non riescono ad accedere all’edilizia residenziale pubblica ma non dispongono di redditi sufficienti per rivolgersi al mercato privato. Il Comune ha messo a disposizione 19 alloggi, ai quali si sono aggiunti altri 15 immobili conferiti da realtà del Terzo settore, Aler, Società edificatrice Case Popolari e Comune di Santo Stefano Lodigiano.

Nel luglio 2026 è stato inoltre formalizzato l’affidamento ad Acsi degli alloggi comunali di via Pergolesi destinati a questa sperimentazione. Sul versante della grave marginalità, grazie ai finanziamenti Pnrr sono stati riqualificati 3 appartamenti comunali in corso Archinti, destinati ad accogliere fino a sei persone in percorsi di autonomia abitativa, ed è stato rinnovato il dormitorio pubblico di via Defendente, insieme ai relativi servizi.

Sul «Cittadino» in edicola oggi l’articolo di Federico Dovera

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