Elezioni provinciali a Lodi, si vota oggi: la sfida fra l’uscente Santantonio e Delmiglio. Le due interviste contrapposte
Via Fanfulla Seggi aperti in Provincia fino alle 20: alle urne circa 700 tra consiglieri comunali e sindaci
Lodi
Sono circa 700 tra consiglieri comunali e i sindaci gli elettori che oggi, fino alle 20, si potranno recare alle urne in Provincia di Lodi (Lodi, via Fanfulla) per l’elezione del nuovo presidente provinciale. Elezioni di secondo livello dunque, dopo la riforma, che tengono lontani i cittadini dall’istituzione e purtroppo non permettono una elezione diretta.
Si sfidano il presidente uscente Fabrizio Santantonio, con un gruppo civico sostenuto anche dal centrosinistra, attuale sindaco di Maccastorna, ed Elia Delmiglio, primo cittadino di Casalpusterlengo, sostenuto dal centrodestra.
Li abbiamo intervistati qualche ora prima del voto. Ecco le loro risposte.
ELIA DELMIGLIO
«Il territorio necessita di un cambio di passo e, a questa chiamata, non potevo che rispondere “presente”». Classe 1995, sindaco di Casalpusterlengo, eletto a soli 24 anni e oggi al secondo mandato, già consigliere provinciale e membro del Comitato Europee delle Regioni, Elia Delmiglio è il candidato presidente del centrodestra, sostenuto da Lega, Fratelli di Italia e Forza Italia.
Perché ha scelto di candidarsi?
«Ho accettato la candidatura con grande entusiasmo, senso di responsabilità e la volontà di mettermi, ancora una volta, al servizio del nostro territorio. In questi sette anni da sindaco di Casalpusterlengo ho cercato di portare avanti un modo di amministrare concreto, fatto di pragmatismo, ascolto e lavoro quotidiano. È con questo spirito che affronto anche questa nuova e stimolante sfida».
Ha detto che serve un cambio di passo: perché?
«Troppe promesse, in questi anni, sono state disattese. Quattro anni segnati soprattutto dall’eredità degli interventi Pnrr avviati dall’amministrazione Passerini, così come il Ptcp ha rappresentato la prosecuzione di un percorso già tracciato. Anche buona parte degli investimenti su strade e piste ciclabili sono stati possibili grazie ai finanziamenti regionali. Il mandato del presidente Santantonio si è caratterizzato prevalentemente per una gestione ordinaria, senza che emergessero progetti strategici in grado di delineare il futuro del Lodigiano. Rafforzare la struttura organizzativa, seppur importante, non può essere considerato un risultato sufficiente: dalla Provincia ci si aspetta ben altro. La logica del “promettere tutto a tutti” si è rivelata poi inefficace e oggi molti amministratori, inizialmente attratti dalle promesse, si ritrovano con un pugno di mosche in mano».
Ha deciso di puntare sul Patto per il Lodigiano: di che si tratta?
«Non sarà il Lodigiano ad andare in Provincia, ma sarà la Provincia ad andare nel Lodigiano. Questo modello itinerante, articolato per aree omogenee, vogliamo che diventi uno strumento concreto per rispondere in modo efficace alle esigenze dei territori. Il Patto per il Lodigiano deve essere pensato e costruito insieme agli amministratori e alle comunità locali, per scrivere, insieme, il futuro della Provincia. Partendo dagli elementi identitari che caratterizzano la nostra provincia: l’agricoltura, le bellezze naturali, i fiumi, i parchi, il tessuto economico».
Ci può dire cinque punti del suo programma di mandato?
«Immaginiamo una Provincia come un vero e proprio centro di servizi per i Comuni. Girando il territorio ho toccato con mano le difficoltà di tanti amministratori nel garantire anche i servizi essenziali: è proprio in questo spazio che, a mio avviso, la Provincia deve svolgere un ruolo importante. Occorre poi investire, dove necessario, nelle opere pubbliche viabilistiche, garantendo al tempo stesso continuità nelle manutenzioni. Il trasporto pubblico locale è un altro ambito che deve essere potenziato e migliorato: in questi anni abbiamo registrato troppi disservizi. Attrattività per le imprese e crescita economica, insieme alla salvaguardia del tessuto esistente e dell’identità lodigiana, saranno tra le priorità del nostro impegno. Anche il turismo di prossimità rappresenta una sfida che finora è stata affrontata troppo timidamente».
Perché il mondo civico dovrebbe guardare a una proposta nata dai partiti?
«Al presunto civismo del presidente Santantonio e di Lodigiano Terra Nostra ormai non crede più nessuno. Ne è testimonianza il silenzio significativo, in questa campagna elettorale, del Partito Democratico, di cui Santantonio è stato sia segretario provinciale sia consigliere regionale. Di fatto, Lodigiano Terra Nostra si è piegata a una linea chiaramente orientata a sinistra. Noi vogliamo dialogare con tutti: la nostra coalizione è di centrodestra e non abbiamo timore di dirlo ma è aperta a tutto quel mondo civico e moderato che ha a cuore il futuro della Provincia». **************************************************************************************************************************************************************************************************************** FABRIZIO SANTANTONIO «Dialogo e confronto per avere risultati»
«A una politica imperniata sulla contrapposizione tra schieramenti abbiamo sempre preferito il dialogo e il confronto nel merito delle questioni». Classe 1965, consulente finanziario, già assessore provinciale e consigliere regionale, dal 2014 sindaco di Maccastorna, il presidente uscente Fabrizio Santantonio è ricandidato con il gruppo Lodigiano Terra Nostra.
Perché ha deciso di ricandidarsi?
«Ho ridato disponibilità nel solco del lavoro svolto, per dare continuità a una fase progettuale significativa che deve trovare pieno compimento. Il nostro operato si fonda su un dialogo costante con gli enti locali, lo sforzo più importante che abbiamo posto al centro dell’azione amministrativa».
I risultati principali del suo mandato?
«Abbiamo governato un ente complesso, con risorse limitate, ottenendo due risultati chiave. Primo: il rafforzamento della struttura amministrativa. Quattro anni fa l’ente aveva un solo dirigente; oggi ne conta quattro di alto profilo, con il coordinamento di un valido segretario generale e una solida rete di funzionari. Tramite la CUC sono state gestite procedure di appalto per oltre 100 milioni di euro ed è stata attivata la nuova Centrale Unica per i concorsi. Secondo: la pianificazione strategica. Abbiamo riordinato gli strumenti di governo del territorio: dal Ptcp al Piano cave, dal Piano di Protezione Civile al PUMS. È stato un lavoro intenso, frutto di centinaia di incontri, che oggi offre agli amministratori un quadro di riferimento chiaro. Non dimentichiamo la sfida Pnrr: 62 milioni di euro per 15 interventi di edilizia scolastica, tra cui la nuova sede Einaudi, tutti a conclusione entro le scadenze del Piano. Ridare dignità ai luoghi dell’istruzione significa valorizzare funzioni sociali fondamentali».
Come immagina il futuro del Lodigiano?
«Il Lodigiano deve coniugare attrattività e salvaguardia della nostra identità. Secondo le proiezioni Istat, siamo tra le 15 province in controtendenza demografica positiva; dobbiamo accompagnare questa crescita presidiando i servizi e la qualità del territorio. L’arrivo di importanti realtà industriali dimostra che il nostro territorio è vivo: dobbiamo però imparare dagli errori del passato, governando lo sviluppo».
Qual è la vostra linea su logistica e territorio?
«Abbiamo impresso una svolta: stop alla logistica diffusa e concentrazione solo in aree vocate, vicino ai caselli. Nel nuovo PTCP abbiamo ridotto del 50 per cento le previsioni di consumo di suolo, introducendo meccanismi di compensazione tra Comuni. Le battaglie contro l’inceneritore di Vidardo, alcuni insediamenti logistici e il rischio di proliferazione indiscriminata del fotovoltaico su aree verdi testimoniano la volontà di governare processi delicati senza subirli. Vogliamo valorizzare il territorio anche tramite riqualificazione paesaggistica, fruizione naturalistica e ciclabilità».
Quali le priorità per il prossimo mandato?
«Tre pilastri. Primo: supportare i Comuni, realizzando il progetto di una società in house per offrire servizi qualificati agli enti che faticano a reperire personale. Secondo: aumentare il margine di spesa corrente per le manutenzioni e reperire risorse per interventi infrastrutturali strategici. Sul primo punto, confidiamo in progetti di efficientemente energetico e produzione tramite impianti da fonti rinnovabili. Stiamo interloquendo poi con ANAS per restituirle la gestione delle ex statali 234 e 235: recupereremo così risorse per la rete stradale locale. Terzo: opere strategiche. Dopo aver sbloccato la riqualificazione del tratto lodigiano della Paullese e aver ottenuto da Regione 5 milioni per la Lodi-Sant’Angelo, lavoreremo su altre priorità come il sovrappasso della 234 a Ospedaletto. Continueremo a promuovere il turismo di prossimità e la programmazione culturale per rivitalizzare le comunità».
Come definisce il suo metodo di governo?
«Lodigiano Terra Nostra si basa sulla mediazione e sulla capacità di essere interlocutori affidabili. Il nostro obiettivo è costruire un terreno di intesa che metta il territorio al riparo dalle divisioni pregiudiziali, anteponendo sempre il bene comune».
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