«È una giornata che fa bene a tutti: invita ognuno a dare il meglio»

FESTA DEL VOLONTARIATO In tanti alla cerimonia di apertura introdotta dal vescovo

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«Quella di oggi è una festa che fa bene a tutti, perché propone a ciascuno di dare il meglio nella modificazione della comunità che componiamo». È con queste parole che monsignor Maurizio Malvestiti, vescovo di Lodi, ha salutato ieri in piazza della Vittoria la Giornata del volontariato e della cooperazione sociale. Una presenza, quella del vescovo, che ha permesso di evidenziare quanto il volontariato sia espressione concreta di una comunità che si prende cura di sé e delle persone più fragili. L’evento, promosso dalla Fondazione Comunitaria della Provincia di Lodi, dalla Fondazione Banca Popolare di Lodi, dal Comune e dalla Provincia di Lodi, insieme al Centro di Servizio per il Volontariato Lombardia Sud e alla Caritas Lodigiana, ha avuto al centro le tante associazioni che ogni giorno operano sul territorio. A moderare la cerimonia di inaugurazione è stato Lorenzo Rinaldi, direttore de «il Cittadino», che ha sottolineato come le associazioni rappresentino una risorsa fondamentale per il territorio. Nel suo intervento il vescovo ha richiamato anche la recente visita di Papa Leone XIV a Sant’Angelo, collegando il tema del volontariato a quello dello stile operoso che caratterizza il territorio: «La vitalità risuona con la visita di Papa Leone a Sant’Angelo: lo stile operoso che ci è proprio è stato da lui sottolineato». Il lavoro e la capacità di darsi da fare, tuttavia, non possono prescindere dalle nuove questioni sociali che interrogano il territorio. «Tra queste il fenomeno migratorio - ha proseguito monsignor Malvestiti - che è entrato in una fase più complessa, ma che continua a rappresentare una realtà capace di interpellare tanto la società quanto la Chiesa. È una risorsa e fatica, che chiede alla comunità di non sottrarsi alla responsabilità dell’accoglienza e dell’integrazione». Tra le preoccupazioni richiamate dal vescovo c’è poi quella della denatalità, un tema che riguarda direttamente anche il futuro delle associazioni e del volontariato. «Il volontariato, infatti, ha bisogno di nuove energie e di giovani capaci di raccogliere il testimone», ha concluso il vescovo. La mattinata è proseguita con i saluti del prefetto di Lodi Davide Garra, dell’assessore comunale Francesco Milanesi e della vicepresidente della Provincia Luciana Tonarelli. «Sono ben 605 gli enti iscritti nel registro provinciale, con 69 nuove iscrizioni nel corso del 2025», ha evidenziato Tonarelli, richiamando la crescita e la vitalità del settore. A seguire, Duccio Castellotti, presidente della Fondazione Banca Popolare di Lodi, che ha posto l’accento sul significato della manifestazione: «Quella che vediamo stamattina è un’esigenza di testimonianza, nata dalla volontà di mantenere aperto il dialogo tra le associazioni». Castellotti ha quindi evidenziato anche l’evoluzione del ruolo della Fondazione: «Siamo nati come ente erogatore, ma oggi siamo un ente che indica anche le strade e costruisce coesione e comunità». È intervenuta anche Silvia Sinibaldi, consigliera della Fondazione Comunitaria di Lodi: «La Fondazione Comunitaria di Lodi ha finanziato 112 progetti nel 2025, per un valore complessivo di 1,4 milioni di euro, con il coinvolgimento di 640 donatori. Tra le iniziative ricordate, il progetto sull’impatto digitale, rivolto al divario digitale che interessa numerose famiglie e alla consapevolezza nell’uso degli strumenti digitali, e il progetto dedicato ai Neet, giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano». Al centro dell’intervento di Luisella Lunghi, presidente di Csv Lombardia Sud, c’è stata invece la sua storia. «Dopo 15 anni trascorsi nel mondo del volontariato, ho compreso che non esiste una comunità senza relazioni e non esistono relazioni senza responsabilità reciproca». A concludere gli interventi è stato Antonio Colombi, direttore della Caritas Lodigiana, che ha sintetizzato il senso della giornata: «Da soli non ce la si fa: le fragilità sociali sono sempre più complesse e richiedono risposte condivise, attraverso la collaborazione tra istituzioni, cittadini e Terzo settore».

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