Degrado a Lodi, ecco i peggiori marciapiedi della città

Il marciapiede più “horror” della città del Barbarossa è quello di via Sforza. Nel tragitto che porta all’incrocio con viale Pavia, ce n’è per tutti i gusti: buche, asfalto rovinato, cordolo dissestato, alberi che spingono con le loro radici. Fortunatamente, questa è una delle strade dove il Broletto ha intenzione di intervenire a breve.

A tenere testa a via Sforza, però, ci pensa via Fascetti, con il marciapiede che si snoda sulla destra: oltre ai pezzi di asfalto che mancano, una parte del tragitto è disseminato di sassi e di pezzi di muro ormai sbriciolato, proveniente dalla parete che delimita l’ex Abb. Si tratta di un passaggio molto utilizzato dagli studenti, che qui aspettano l’autobus dopo il suono della campanella.

Un’altra questione, più complessa, riguarda i marciapiedi troppo stretti, quelli che mettono i bastoni tra le ruote a carrozzine e passeggini. La maglia nera, in questo caso, spetta a via Serravalle, dove non è raro vedere le mamme che spingono i piccoli su per la salita con una certa difficoltà.

L’Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili), attraverso il suo presidente Enrico Agosti, ha già sollevato più volte il problema.

Oltre a via Serravalle, il restringimento del marciapiede si verifica anche sul “montadone”, in direzione corso Mazzini. Proprio in corso Mazzini, inoltre, ci sono dei punti considerati da alcuni abitanti da “restyling necessario”.

In via Secondo Cremonesi alcuni residenti puntano il dito contro le buche, prima che si trasformino in voragini. In via Lodivecchio, nel tratto davanti alle case popolari, gli anziani temono di cadere per l’asfalto a pezzi.

Resta poi la questione più “spinosa” di sempre, in viale Rimembranze, dove le radici degli alberi hanno creato un pericoloso saliscendi. La soluzione, come sottolineato poco tempo fa dall’amministrazione, è difficile da trovare, dal momento che gli alberi piantumati poco si addicono alla zona. Il Comune non ha intenzione di abbatterli, ma ha chiesto a degli esperti come poter procedere.

Tra le segnalazioni arrivate in redazione ritorna quella di via Massena, in città bassa, dove il marciapiede non c’è: «Al suo posto è stata disegnata una striscia per delimitare il transito dei pedoni, ma lo spazio è stretto e le macchine difficilmente notano le persone».

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