Decessi dimezzati nel Lodigiano ma non siamo ancora ai livelli pre pandemia

Nei primi sei mesi 2021 sono stati 1.245 contro i 2.129 del 2020: siamo però a +4,8% sulla media 2015/2019

Il numero dei morti in provincia di Lodi nei primi sei mesi de 2021 si è riallineato a un andamento abbastanza prossimo a quello del quinquennio 2015-2019. Tuttavia ancora non siamo ai livelli pre pandemia.

Secondo il report pubblicato nei giorni scorsi dall’Istat, tra gennaio e giugno nel Lodigiano i decessi sono stati 1.245, il 41,5 per cento in meno rispetto a 2.129 censiti nello stesso periodo del drammatico 2020. Di fatto si sono quasi dimezzati. L’emergenza non è tuttavia del tutto rientrata se è vero che nei cinque anni precedenti la pandemia la media dei decessi nel primo semestre dell’anno era stata di 1.188: siamo insomma ancora al 4,8% di morti in più rispetto al periodo pre Covid. Del resto i decessi attributi al virus nei primi sei mesi dell’anno sono stati 127 (poco più del 10 per cento del totale), cui se ne sono aggiunti altri 8 negli ultimi due mesi: come a dire che una morte su dieci è attribuibile al virus o ha interessato una persona vittima del contagio.

Pesano in particolare i dati dei primi tre mesi dell’anno, con le scorie della seconda ondata invernale: 699 i decessi in tre mesi contro i 652 della media 2015-2019. La differenza, di fatto, è tutta qui, con gennaio (270 morti) che ha fatto segnare un +9,3 per cento rispetto al quinquennio di riferimento, febbraio e marzo (rispettivamente 212 e 217) un +6 per cento. Il trend si è riallineato alla media in aprile (196 decessi contro 189) e ha registrato un “saldo” addirittura positivo in maggio (168 contro 179), per poi però peggiorare nuovamente in giugno, anche rispetto allo scorso anno (182 morti contro i 165 del 2020 e i 168 delle media pre pandemia).

La situazione del Lodigiano non si discosta per altro da quella delle altre province lombarde. Solo Cremona e Bergamo mostrano livelli di mortalità inferiori alla media pre pandemica. Tutte le altre sono ancora al di sopra, per altro in percentuali superiori al 4,8 di Lodi (eccetto Sondrio che fa segnare un +3,9). L’incremento dei decessi rispetto al periodo 2015-2019 è infatti ancora del 20 per cento a Como, del 15 a Brescia, del 14,1 a Monza Brianza, del 13,2 a Varese, del 12,7 a Lecco, del 10,3 a Mantova, del 6,8 a Pavia e del 6,7 a Milano.

Assai più confortante è per la provincia di Lodi il confronto con i primi sei mesi dello scorso anno, quando il numero dei decessi in provincia avevano fatto segnare uno spaventoso +79,3 per cento rispetto alla media dei cinque anni precedenti, un dato trascinato dal +371 per cento di marzo, quando le morti si erano quasi quadruplicate. L’anno si era chiuso con 3.369 morti contro una media negli anni precedenti di 2.297, il 46,7 per cento in più. In pratica una volta e mezza. Una tragedia collettiva che nessuno potrà mai dimenticare.

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