Crescono i contagi (scoperti) di febbre West Nile nel Lodigiano: cinque dall’inizio del monitoraggio estivo

ZANZARE Nella sola Lombardia un quarto dei contagi italiani, qualcuno si è portato a casa la malattia dalle vacanze all’estero. Tre pazienti lodigiani sono gravi

Lettura meno di un minuto.

Crescono i casi di West Nile in provincia di Lodi. L’ultimo bollettino dell’Istituto superiore di sanità, quello del 13 agosto, indica che i casi nel Lodigiano, sono saliti a 5, tre di tipo neuroinvasivo e due con la febbre. Nella prima rendicontazione della stagione, quella di luglio, i casi erano due. Dall’inizio della sorveglianza al 12 agosto sono stati segnalati in Italia 226 casi confermati di infezione da West Nile virus (WNV) nell’uomo (141 nel report di luglio), di cui 102 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva (1 caso importato dalle Maldive), 38 casi asintomatici identificati in donatori di sangue e 86 casi di febbre (1 caso importato dal Burkina Faso). Tra i casi confermati sono stati notificati 7 decessi (1 decesso in un caso importato). In Lombardia, la provincia con più casi è quella di Milano (17) seguita da quella di Cremona (14). In provincia di Mantova si sono registrati 8 casi e 5, oltre che a Lodi anche nelle province di Monza e Brianza e Pavia. Quattro sono i casi segnalati a Brescia, 2 a Bergamo e Varese e 1 solo a Lecco, per un totale nella regione di ben 63 casi, più che nel resto del Bel Paese. Nello stesso periodo, inoltre, sono stati segnalati 8 casi di Usutu virus (5 in Lombardia, 1 in Emilia-Romagna, 1 nelle Marche e 1 in Lazio).

© RIPRODUZIONE RISERVATA