Covid, il pendolarismo “detonatore” della pandemia anche nel Lodigiano

Lo afferma uno studio della Bocconi e di Bankitalia: la mobilità ha accresciuto la velocità di diffusione del virus

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Il pendolarismo “detonatore dell’epidemia” nelle province del nord più colpite. Bergamo su tutte, poi Lodi, Piacenza, Brescia.Secondo uno studio dell’Università Bocconi e di Bankitalia, riportato dal quotidiano La Repubblica – il fitto spostamento tra i Comuni, motore per le economie locali del nord, ha accelerato a dismisura il diffondersi del virus, laddove in altre parti d’Italia la rete degli spostamenti è molto meno fitta

Gli autori della ricerca fanno riferimento ai continui flussi in entrata e in uscita dei pendolari, ai viaggi quotidiani di studenti e lavoratori sui mezzi pubblici in generale: treni, bus e metrò. É “la mobilità stessa” a rappresentare “uno dei principali vettori del contagio”, indipendentemente dalla scelta del mezzo di trasporto. Perché a parità di flusso “i mezzi privati – sostengono – sono ugualmente pericolosi”. In sostanza quello che normalmente è un indica di vitalità economica e sviluppo si è trasformato in un elemento fortemente peggiorativo della situazione.

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