Chiesta la sanatoria per 861 lavoratori in nero immigrati in provincia di Lodi

Faranno aumentare del 3 per cento il numero degli stranieri ufficialmente residenti

Chiesta la sanatoria per 861 lavoratori in nero immigrati in provincia di Lodi
Stranieri in fila per una sanatoria
(Foto di archivio)

Sono state 811 le richieste di regolarizzazione di stranieri irregolari impegnati in lavori domestici presentate per la provincia di Lodi e altre 60 per il lavoro subordinato, per un totale di 871 posizioni da regolarizzare, che esprimono un incremento del 3 per cento sulla popolazione straniera residente in provincia all’1 gennaio (dato Istat). A rendere noto il dato, relativo alla sanatoria in vigore dall’1 giugno al 15 agosto scorsi, è il ministero dell’Interno, nella rielaborazione dell’associazione nazionale Domina di Roma, che si fa portavoce delle famiglie dei datori di lavoro domestico, e da cui emerge l’alto tasso di irregolarità del settore, che per la provincia di Lodi rappresenta il 97 per cento delle richieste di regolarizzazione, nell’ambito di una sanatoria che, ad esempio, dava spazio anche ai braccianti agricoli. Secondo Domina la regolarizzazione del lavoro nero degli immigrati porterebbe benefici in termini di gettito fiscale e contributivo per oltre 350 milioni di euro l’anno per il Bel Paese. In totale sono 220mila le domande al vaglio del ministero.

La predominanza statistica del lavoro domestico nelle istanze di regolarizzazionej, che hanno dovuto essere presentate dai datori di lavori, principalmente anche nel Lodigiano attraverso i patronati di cui quasi ogni sindacato è dotato, dipende da diversi fattori socio-culturali, nonché da una diffusa condizione di necessità data dalla mancanza del Permesso di Soggiorno del lavorato.

Secondo Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina, non vanno considerati solo gli introiti per il fisco e l’Inps, ma anche i vantaggi per il datore di lavoro, che dando lavoro a irregolari potrebbe venire sanzionato penalmente, e per il lavoratore stesso, che otterrebbe maggiori tutele e garanzie.

Lo studio sui benefici economici per il sistema Paese non tiene conto del contributo che viene richiesto al datore di lavoro a titolo di forfettizzazione dell’evasione fiscale e contributiva pregressa.

Se sia poca sensibilità alla regolarizzazione piuttosto che invece una maggiore propensione a non essere responsabili di lavoro nero, fatto sta che il più 3 per cento del rapporto tra istanze di regolarizzazione e stranieri residenti in provincia di Lodi è un dato inferiore rispetto al 4 per cento della media regionale e al 3,9 per cento nazionale, con un record, più 12 per cento, fatto segnare dalla Campania. Domina però osserva che nel settore del lavoro domestico si stima un altro milione di lavoratori in nero, nonostante la sanatoria, e non solo italiani.

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