Canale Muzza, portata giù del 20 per cento
Emergenza idrica Allarme del Consorzio per la scarsità d’acqua e le conseguenze sull’agricoltura
Lettura 1 min.L’acqua nel canale Muzza continua a scendere, sfiorando livelli drammatici. La portata è precipitata al 20 per cento, un crollo ulteriore rispetto al 28 per cento di una settimana fa.
Un dato allarmante che fa tremare il Lodigiano, ancora sotto choc per la strage nell’allevamento ittico di Cornegliano Laudense, dove migliaia di pesci sono morti in un’acqua arrivata a 36 gradi. Un mix letale, totalmente incompatibile con la vita, innescato da temperature africane, scarsità idrica e scarichi termici della centrale. Oggi la situazione è persino peggiorata, minacciando sia la fauna sopravvissuta sia l’agricoltura.
Ettore Grecchi, presidente del Consorzio di Bonifica Muzza Bassa Lodigiana, lancia l’sos. «Dal 28 per cento siamo arrivati da oggi al 20 per cento. Non c’è più niente. Abbiamo avvisato con una pec Arpa, tutti gli enti, i coltivatori e le aziende industriali coinvolte».
Il pensiero va subito alla centrale TTEP di Tavazzano. «La società si sta dimostrando molto attenta al problema - rassicura Grecchi - : hanno già ridotto la produzione e la ridurranno ancora, perché sono consapevoli che lo scarico di acque calde in un canale con così poca acqua ha un impatto ancora più incisivo sull’effetto finale della Muzza e sull’allevamento ittico». L’assenza di precipitazioni sta mettendo in ginocchio le campagne. Dal Consorzio Adda non arrivano speranze: i bacini sono a secco e i rilasci minimi garantiti (i 7 metri cubi ottenuti la scorsa settimana non ci sono più, si lavora per averne 3 a Cassano, che sarebbero 1,5 qui sul territorio) non bastano a invertire la rotta. «Molti agricoltori hanno deciso di anticipare il raccolto perché la prossima irrigazione diventa quasi impossibile - spiega il presidente - . I secondi raccolti, con il ciclo non ancora completato, non si salvaguardano e si troveranno a fare i conti con la mancanza totale di acqua».
Resta la grande emergenza ambientale per mantenere il minimo deflusso territoriale e preservare l’ecosistema. «Il 20 per cento ai primi di agosto non si è mai visto - ammette Grecchi - . Così poca acqua che fa i conti con la temperatura esterna genera l’effetto di una pozzanghera, che è devastante. Mi auguro non si debbano recuperare i pesci per portarli altrove, ma se ci saranno asciutte forzate procederemo a salvarli con le guardie ecologiche provinciali in zone più idonee. È una difficoltà e un impegno importante che siamo chiamati a risolvere».n
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