Brando ha fretta di nascere, il parto in Pronto soccorso
LA STORIA È venuto alla luce in una sala allestita d’urgenza
Lettura 1 min.La mattina era iniziata normalmente. Andrea aveva appena accompagnato a scuola Leone, il suo primogenito. Tornato a casa, però, ha trovato una situazione completamente diversa da quella lasciata pochi minuti prima: alla sua compagna Aurora si erano rotte le acque e il travaglio era già entrato nella sua fase più intensa. Brando Bongiorni è nato venerdì 29 maggio alle 9.37, ma ancora prima di vedere la luce aveva già capito una cosa: nella vita, a volte, bisogna correre contro il tempo. E lui quella corsa l’ha iniziata subito. Tanto che per poco non è nato in casa, e per un soffio non è venuto al mondo nemmeno in ambulanza. Brando è il secondogenito di Aurora Cagnoni e di Andrea Bongiorni, noto imprenditore lodigiano e titolare dello showroom di design ArredoBongiorni. Le contrazioni si susseguivano rapidamente. Il piccolo Brando aveva fretta di nascere.
Quando il personale del 118 è arrivato nell’abitazione, la situazione era già estremamente delicata. Aurora era in travaglio attivo e il bambino stava per venire al mondo. Mentre l’ambulanza correva verso il Maggiore di Lodi, all’interno dell’ospedale si stavano già preparando all’emergenza. In meno di venti minuti il personale sanitario è riuscito ad allestire una vera e propria sala parto all’interno del pronto soccorso, trasformando uno spazio dedicato all’emergenza in un ambiente pronto ad accogliere una nuova vita. Ad attendere Aurora c’erano le ostetriche Elisabetta Gatti e Morena Leo, che hanno preso immediatamente in carico la situazione. Non sarebbe mai stato possibile raggiungere il reparto maternità. Un parto fuori dall’ordinario, gestito però con una normalità disarmante grazie all’esperienza e alla preparazione di tutti i professionisti coinvolti.
Così, nel cuore del pronto soccorso, tra medici, infermieri e operatori mobilitati in pochi minuti, il piccolo è venuto alla luce alle 9.37. E quando Brando ha emesso il suo primo vagito, la tensione accumulata per oltre un’ora si è sciolta in un momento che difficilmente verrà dimenticato da chi era presente. Per qualche istante il pronto soccorso si è fermato. Poi è partito un grande applauso. Nei giorni successivi la famiglia ha potuto toccare con mano la stessa professionalità e umanità anche nel reparto di degenza, grazie al lavoro della dottoressa Erika Maglie, le ostetriche e gli operatori sanitari che hanno accompagnato mamma e neonato nelle prime ore insieme. Un ringraziamento che la famiglia Bongiorni rivolge a tutto il personale dell’ospedale Maggiore di Lodi. E mentre il piccolo Brando si gode le prime coccole, c’è qualcuno che ha già iniziato il suo nuovo ruolo con entusiasmo: il fratello maggiore Leone. Per loro inizia adesso l’avventura più importante: crescere insieme.
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