(Foto di Canali)
L’ESCALATION Gli arresti non fermano le bande specializzate nell’uso di ordigni esplosivi
Lettura 1 min.L’area più occidentale e settentrionale della provincia di Lodi come zona prediletta per compiere i colpi. Mesi di esplosioni ripetute, anche più volte nel medesimo comune, di tentativi andati a vuoto solo per la prontezza dei cittadini. Ma anche indagini che hanno portato ad un importante successo con cinque persone arrestate nel febbraio scorso. Manette ai polsi che però non hanno fermato la “strage” di Atm bancari e terminali di Poste Italiane che in questo 2026 sono tornati pesantemente nel mirino di bande organizzate. L’operazione “Raid” del 9 febbraio scorso a Sant’Angelo Lodigiano infatti è intervenuta nella lunga scia di assalti partita otto mesi prima, quando gli assalti notturni con il gas erano la media di quasi due al mese, ma non ha fiaccato del tutto la vena di bande - provenienti anche da lontano - per far esplodere i bancomat dove è contenuto il denaro contante. Dal 2025 ad oggi infatti nel solo Lodigiano il numero di colpi, tra tentati e riusciti, rasenta la media di uno al mese (in totale sono ben 24), superandolo anche se teniamo conto della vicinissima Miradolo Terme, colpita tre volte con ogni probabilità dalla banda con base a Sant’Angelo, e Inverno e Monteleone, anch’essa al confine con Sant’Angelo. Una serie di colpi e assalti con la tecnica della “marmotta”, che consiste nel posizionamento di una carica d’esplosivo, ma anche due, all’interno della bocchetta dell’Atm da cui vengono erogati i soldi, che ha mietuto “vittime” soprattutto appunto nell’area più vicina al confine pavese e sudmilanese. E nel Sudmilano si contano dodici episodi tra il 2025 e il 6 ottobre 2026: undici nei quattordici Comuni del Sudmilano, uno nella vicina Settala. Assalti a bancomat e postamat, tra tentativi e colpi andati a segno, anche al ritmo di due sportelli colpiti a notte.
Leggi il servizio di Nicola Agosti e Emiliano cuti sul Cittadino in edicola oggi 7 ottobre e in digitale e sulla App
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