Ascensore rotto, 87enne prigioniera in casa a Tavazzano IL VIDEO
20 GIORNI DI ATTESA L’anziana è costretta a restare nella casa della figlia perché l’elevatore del palazzo popolare è fuori uso e nessuno lo ripara
Il sogno di Carmelina Leone è uno solo, tornare a casa sua, lungo il tratto urbano della via Emilia. Un sogno distante poche centinaia di metri dall’appartamento di via Di Vittorio a Tavazzano dove ora vive con la figlia Rosa e il genero Santo. Ma a casa Carmelina, 87 anni appena compiuti, non ci può tornare perché nonostante la dozzina di chiamate fatte dai parenti ad MM Milano, società per azioni che gestisce l’edilizia residenziale pubblica per il Comune di Milano, l’ascensore è guasto e lei, costretta su una sedia a rotelle, non può scendere dal terzo piano.
«Non dorme di notte, è triste, piange» racconta la nipote Debora che ci ha contattati perché ormai esasperata come i genitori dall’assenza di risposte in un palazzo dove l’abbandono e l’incuria la fanno da padrone. «La nonna è stata in ospedale a Lodi e il 9 agosto è venuta qui per qualche giorno perché avendo avuto anche un edema polmonare aveva bisogno d’assistenza» racconta la famiglia Miraglia. Un modo anche per farle vivere in un modo diverso il giorno del suo compleanno che cadeva proprio in concomitanza con le dimissioni. «Alla sera l’avremmo riportata a casa sua, in centro a Tavazzano, però l’ascensore si è rotto – prosegue la famiglia -. Abbiamo chiesto un intervento ma niente. Ogni volta ci viene detto da chi ci risponde che prenderanno in carico la segnalazione ma qui, a 20 giorni di distanza, nulla è cambiato».
«Vorrebbe solo tornare a casa sua, poterlo fare liberamente – prosegue la famiglia Miraglia -. Ed è anche normale, un conto è scegliere di rimanere qui, un altro è doverci rimanere per forza».
La famiglia Miraglia è arrivata nell’appartamento di via Di Vittorio nel 1988 e ha visto totalmente cambiare l’immobile. «C’è incuria, abbandono – spiegano -. I box sono in mano a persone che accumulano di tutto, c’è un avviso di MM per liberarli ma ovviamente nessuno lo fa. Non c’è manutenzione, la porta dell’androne non ha serratura e il cancello è rotto da tre anni. Per non parlare delle cantine dove tra topi e odori non si può entrare». Tante criticità ben note a cui però si aggiunge ora un elevatore guasto.
«Io chiedo solo che mi ascoltino, che riparino l’ascensore e basta non voglio nient’altro» ci racconta la signora Carmelina che alcuni giorni quando viene presa dallo sconforto non vuole mangiare. «Adesso quindi che finiamo sul giornale intervengono vero?» ci ripete più volte con occhi pieni di speranza e il sorriso in volto pensando che a breve qualcuno potrebbe prendersi carico della sistemazione dell’ascensore che taglia dal mondo, allontanandola inesorabilmente la sua abitazione, l’87enne Carmelina.
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