Arriva Pasqua e il Belgiardino a Lodi è già sommerso dai rifiuti

Sono bastate poche giornate di sole per riempire di rifiuti il Belgiardino. Lunedì pomeriggio non c’era neppure un solo cestino “libero”: in alcuni punti i sacchetti della pattumiera erano ben pigiati all’interno, in altri si potevano vedere i resti dei pic-nic. Borsine piene di cibo avanzato, piatti di plastica sparpagliati sull’erba, bottiglie di birra gettate qua e là. E l’estate non è ancora arrivata.

Nonostante il “trattamento” da sempre riservato al Belgiardino, la sua bellezza non ne esce scalfita: l’Adda lo incornicia per un lungo tratto, fino a quando il sentiero che segue il fiume si butta nel bosco. Il parco, a cavallo tra Lodi e Montanaso, non ha eguali in provincia.

All’ingresso, sulla sinistra, l’area dei giochi per bambini nasconde qualche bottiglia di birra. Prima del campo dedicato al tiro con l’arco, si notano due tubi appoggiati a un tronco, quello che probabilmente rimane di alcuni cartelli. Attraversando il campo utilizzato per il volley e la zona relax dove si gioca a calcio, si raggiunge una rete ormai a pezzi, in parte delimitata da assi di legno o con un nastro adesivo di plastica. Dovrebbe servire, in teoria, per separare l’oasi da un’altra area verde.

Le piscine devono ancora essere preparate per l’estate. Nel magazzino dove durante la stagione più calda sono custoditi lettini e sdraio, sono stati lasciati altri rifiuti, vicino a un tubo per lo scarico dell’acqua. Sui tavolini da ping pong sono cadute le foglie dell’autunno, ormai rinsecchite ma ancora lì, anche i tavolini avrebbero bisogno di un “ritocco”. Così come le panchine che si trovano lungo l’Adda, in attesa di un restyling, ormai sono sbiadite e anche piuttosto rovinate. Gli spogliatoi posizionati all’interno del Belgiardino sono stati in parte riempiti di scritte.

È lunedì pomeriggio e non c’è quasi nessuno, solo due persone che mangiano qualcosa nell’area pic-nic e una ragazza con il cane, anche se l’ingresso agli “amici a quattro zampe” è vietato. Forse ancora per poco. Il colpo d’occhio sull’Adda è cambiato rispetto a qualche anno fa. Il “gerale” dall’altra parte si è alzato, si è avvicinato e si è pure allargato, diversi tronchi portati dalle piene stazionano all’interno dell’acqua. Il Comune ha pubblicato un bando per la gestione delle piscine estive, la Ferrabini e il Belgiardino. Per quest’ultimo, però, chiede un progetto complessivo di riqualificazione. L’obiettivo, in base a quanto precisato dal bando, assegna un punteggio alla capacità di rendere l’oasi sull’Adda “polivalente dal punto di vista sportivo”, di effettuare investimenti per renderlo più accogliente per le famiglie, i bambini e i disabili. E anche per i cani, accompagnati dai padroni.

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