Anche nei 170 centri estetici del Lodigiano si potranno fare le vaccinazioni Covid

Siglato il protocollo, coinvolti i medici del lavoro ma resta da capire quanti potranno effettivamente aderire

Da luoghi a rischio contagio a location adeguate e sicure per i vaccini anti-Covid. Le associazioni di categoria dell’estetica e benessere hanno sottoscritto con Regione Lombardia e i Medici del lavoro il protocollo per le vaccinazioni nei luoghi di lavoro. A breve sarà formalizzato anche il disciplinare: regolerà tutti gli aspetti dell’operazione, che è subordinata all’avvio della campagna di massa od “orizzontale”, cioè dopo che saranno state vaccinate le fasce deboli più anziane, in rispondenza al piano vaccinale nazionale.

Protocollo e disciplinare riprendono i contenuti delle indicazioni nazionali sul piano di vaccinazione, dal coordinamento con l’autorità sanitaria di riferimento ai requisiti organizzativi e logistici delle strutture, e sono di fatto quelli comuni alle imprese di tutti i settori. Le singole aziende possono aderire alla campagna anche per il tramite delle associazioni di categoria, da qui la firma del protocollo che punta a facilitare l’adesione. Ma se dal punto di vista tecnico il protocollo non differisce nelle caratteristiche generali da quello siglato tra Governo e sindacato, base di riferimento per tutti, la firma del settore estetica e benessere assume un valore molto più alto per i 170 centri estetici lodigiani.

«La firma del protocollo porta un ribaltamento e anche una sorta di riabilitazione per i centri estetici – afferma Daniele Vignati, titolare di un centro estetico a San Colombano e delegato regionale di Confestetica -. Siamo passati da essere luoghi a rischio contagio, da chiudere in zona rossa anche quando i parrucchieri erano aperti, ad avere ora il riconoscimento di luoghi dove si può condurre in sicurezza la campagna vaccinale. Anche nell’immaginario collettivo, l’immagine dei centri estetici forse oggi può recuperare qualche posizione». Resta da capire quante strutture nel Lodigiano avranno i requisiti necessari per poter svolgere i vaccini. «A mio avviso molte – continua Vignati -. Si consideri che i centri estetici, per loro stesse caratteristiche, hanno requisiti di sicurezza, di privacy, con ambienti dedicati all’accoglienza. La sfida su cui si gioca la professionalità dei centri estetici nei prossimi anni è proprio quella di essere considerati un’attività sempre più para-sanitaria, e il riconoscimento di luoghi adeguati alla campagna vaccinale può rafforzare questa dimensione delle nostre attività».

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