Allarme Ebola, convocata una riunione urgente con i medici e le Asst - VIDEO

EPIDEMIA IN AFRICA Per coordinare gli interventi e gestire eventuali casi sintomatici, negativi i due comaschi ricoverati in biocontenimento al Sacco

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Lodi

Allarme per la variante più contagiosa del virus africano Ebola, convocata una riunione in teleconferenza urgente a livello regionale domani con l’assessore regionale Guido Bertolaso per affrontare l’emergenza dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità in Congo e Uganda. Il focolaio in corso è quello causato dal virus Ebola Bundibugyo, per il quale al momento non esistono vaccini approvati né trattamenti specifici, diversamente dal più diffuso ceppo Zaire. In queste ore, due cooperanti di Como sono rientrati dall’Uganda con i sintomi e sono ricoverati all’ospedale Sacco di Milano per gli accertamenti. «Noi - spiega il presidente del Movimento lotta fame nel mondo Antonio Colombi - non abbiamo cooperanti in Uganda. Sono stato di recente a Bukavu, a circa 500 km dal territorio dell’Ituri dove si sta manifestando il contagio. Sarebbe stata remotissima una possibilità di contagio, ma ne siamo venuti a conoscenza quando già ero in Italia di ritorno». «Domani - spiega il direttore sanitario dell’Asst di Lodi Giovanni Monza - abbiamo una call urgente con la Regione per parlare di Ebola. Ci diranno come affrontare i casi sospetti e cosa serve. Stanno facendo rientrare i cooperanti dalle zone coinvolte». «Ad oggi - fa sapere l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, Centro di Referenza Nazionale per i Primati Non Umani - sono stati riportati 746 casi, di cui 85 confermati con test di laboratorio, e 176 decessi». «Non c’è alcun motivo per creare allarmismi. Conosciamo bene queste situazioni e il nostro sistema sanitario è preparato ad affrontarle», ha detto lunedì pomeriggio Bertolaso. L’assessore è intervenuto dopo la notizia del ricovero precauzionale di due persone all’ospedale Sacco di Milano dopo il rientro dall’Uganda per sospetto caso di Ebola. I due pazienti ricoverati sono un uomo di 31 anni, con febbre, nausea e vomito, e una donna di 33 anni che ha manifestato febbre alta, brividi, cefalea, nausea, vomito e stato confusionale. Entrambi vivono in provincia di Como e fanno parte di un gruppo di sette persone rientrate il 24 maggio dall’Uganda, dove avevano soggiornato per circa tre mesi per attività di volontariato. Dopo il rientro in Italia, alla comparsa dei sintomi, le strutture sanitarie regionali hanno immediatamente attivato i protocolli di sicurezza e sorveglianza previsti per i casi sospetti di malattia infettiva.

I due pazienti sono stati trasferiti dall’Agenzia Regionale di Emergenza Urgenza - Areu in isolamento all’ospedale Sacco di Milano, centro di riferimento nazionale per le malattie infettive e dotato di reparti ad alto isolamento dove proprio pochi mesi fa è stato attivato il primo Pronto Soccorso infettivologico con posti letto ad alto isolamento (BLS-4). Gli altri componenti del gruppo e alcuni contatti familiari sono stati posti in isolamento domiciliare fiduciario e vengono monitorati dalle autorità sanitarie.

«Gli esami virologici eseguiti presso il laboratorio di riferimento dell’Ospedale Sacco di Milano hanno dato esito negativo», ha aggiornato in serata l’assessore regionale al Welfare Bertolaso, in riferimento ai due casi sospetti segnalati nelle scorse ore e ricoverati con sintomatologia compatibile con infezione da virus Ebola. I pazienti sono risultati negativi anche ai test per malaria e per i principali virus respiratori attualmente monitorati. «Le condizioni cliniche dei due soggetti restano sotto osservazione da parte degli specialisti infettivologi. Alla luce dei primi risultati diagnostici - continua Bertolaso - tra le ipotesi attualmente considerate vi è quella di un’infezione di origine batterica a carico dell’apparato gastroenterico. È stata infatti riscontrata positività alla Shigella in entrambi i soggetti». Sono in corso ulteriori approfondimenti microbiologici e colturali. «Al momento non sussistono elementi di allarme per la salute pubblica».

Nel corso della conferenza stampa, è stato confermato che il virus ebola ha un tempi di incubazione di 21 giorni ed è diverso dall’infezione da Hantavirus che si manifesta dopo un’incubazione variabile da 2 a 6 settimane.

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