Addio a Marco Pavia, storico collaboratore scolastico della Barzaghi
LODI L’uomo si è spento a 57 anni: «Per 36 anni ha lavorato come bidello, era buono, andava all’Aias, ma più che un utente sembrava un operatore»
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Bidello per 36 anni, sempre in giro con il suo scooter, su è giù per la città. Marco Pavia se n’è andato a soli 57 anni, in seguito a una malattia. «Dopo le medie - racconta la sorella Katia - ha frequentato l’Aias di viale Papa Giovanni XXIII essendo affetto dalla sindrome di down e ha trovato lavoro, prima al Fanin, in via Gorini, poi all’asilo di via delle Orfane, al Barzaghi e poi alla scuola del Ponte. Faceva tutto il mio Marchino, anche il postino, sempre in giro con lo scooter, su è giù per la città. A parte in quest’ultimo periodo, abitava a Torretta con mio papà. Frequentava Sport insieme, giocava a ping pong, faceva equitazione. Solo che più che un utente lui sembrava un volontario: aiutava tutti. Faceva le gare ed era felice, con il suo amico Italo che veniva a prenderlo. Fino a giugno ha lavorato poi a febbraio gli è venuta una polmonite e da allora, a parte dei brevi periodi, è sempre stato in ospedale». L’ultima settimana però Marco Pavia era tornato a casa, con la sorella, i nipoti e la sua Sally, la cagnolina che si metteva nel letto vicino a lui. Ieri si è spento e il vuoto che lascia in chi l’ha conosciuto è grande. «Siamo tutti addolorati per la sua scomparsa - commenta il presidente di Sport insieme Ciro Capasso -. Speriamo che ora continui a giocare a ping pong con gli amici scomparsi prima di lui».
Oltre alla sorella Katia e al marito Marco, Pavia lascia il papà Vasco, i nipoti Alessandro e Alice e Gigliola, tata di famiglia. La salma è esposta presso la casa funeraria Luce eterna di via San Fereolo 9, a Lodi (dalle 9 alle 12). La cerimonia funebre sarà oggi, sabato 3 ottobre, alle 14, nella chiesa parrocchiale di San Gualtero. Il rito si concluderà al cimitero Maggiore di Lodi. «L’ho conosciuto quando facevo il volontario alla cascina Ciribina- commenta Beppe Mombelli - dove faceva equitazione il sabato. Ho vissuto con lui, poi, un’esperienza molto forte: 3 giorni in barca a vela ad Alassio nella manifestazione “Vita da aMare”. Quando lavorava al Ponte, poi, il mattino arrivava sempre un’ora prima, così mentre aspettava l’orario per entrare al lavoro, mangiavamo una brioche o una focaccina e si facevano quattro chiacchiere. Era una persona buona, gli piaceva mangiare e stare insieme alla gente».
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