A Lodi dopo 27 anni chiude Enzo, lo storico salumiere alla ricerca di un erede

Il negozio di corso Vittorio è diventato un punto di riferimento per molti

A Lodi dopo 27 anni chiude Enzo, lo storico salumiere alla ricerca di un erede
Crescenzo Perillo, per tutti Enzo, nella sua salumeria (Gaudenzi)

In ventisette anni, è diventato un punto di riferimento per tutti in corso Vittorio, e quando ha appeso alla vetrina il cartello “Cedesi Attività”, Crescenzo Perillo, per tutti Enzo, ha suscitato l’amarezza di moltissimi clienti affezionati. «Ho raccolto moltissime dimostrazioni di affetto - racconta -. Alcune mie clienti hanno detto che avrebbero persino raccolto le firme per farmi restare, ma dopo cinquantadue anni di lavoro, è ora di andare in pensione».

Nessun problema economico, nessuna crisi, «l’attività va benissimo», ma a 67 anni, Enzo ha deciso che ora di dedicarsi al riposo.

Perillo iniziò a lavorare a vent’anni, alla rosticceria dei fratelli Rovida, dove è rimasto per dodici anni, poi è passato all’AeO, e ventisette anni fa ha deciso di rilevare il negozio di corso Vittorio Emanuele dalla famiglia Polledri, la Casa del Formaggio.

«In questi anni siamo cambiati molto, il mondo è cambiato, ma la mia clientela è sempre migliore, perché ho puntato sulla qualità, sulla cordialità e sull’accoglienza, e questo ha pagato. Infatti anche ora che mi appresto a lasciare, non voglio cedere il negozio al primo che passa. Non ho fretta, preferisco aspettare qualcuno che abbia voglia di portare avanti questo lavoro nel modo giusto, e non accetterei di vedere questa salumeria trasformata in una bottega mordi e fuggi».

D’altronde, per vincere la concorrenza con i supermercati, l’unica strada è puntare sulla qualità: «Noi ci siamo sempre distinti in questo, e infatti continuiamo a lavorare bene. Bisogna dire che siamo rimasti in pochissimi a fare questo lavoro in Lodi: ci siamo noi e poi ancora i Rovida, che per me sono come fratelli, perché appunto ho iniziato con loro e poi mi sono fatto la mia strada raggiungendo anche qualche traguardo, come quando il Corriere ha scritto del mio negozio, o quando abbiamo partecipato alla gara della raspadura alle Forme del Gusto».

Ma questo capitolo, presto o tardi, è destinato a chiudersi: «Per me sì, ma l’attività andrà avanti sicuramente: questa è la via migliore, secondo me, nel centro di Lodi, perché ci sono molti giovani, e c’è un ottimo passaggio. Per questo sono convinto che, quando verrà il momento di cedere e andare finalmente in pensione, chi verrà dopo di me andrà avanti nel modo migliore. Purtroppo, non sono in molti che vogliono fare questo mestiere, ma questa è un’altra faccenda. Il profilo ideale è qualcuno che magari lavora in un supermercato e vuole fare un salto di qualità aprendo la propria attività, come ho fatto io. È una scelta che comporta sacrifici, ma ne è valsa la pena».

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