«A Lodi c’era un’armata per Bonaccini,
un vino buono in un otre vecchio»

L’intervista a Maria Cristina Baggi, “portabandiera” per la Schlein

Allora è lei la nuova segretaria provinciale del Pd?

«Diciamo che sono a disposizione del partito».

Maria Cristina Baggi ride. Segretaria del circolo Pd di Codogno, è tra i primi 100 aderenti al Comitato lodigiano che ha supportato Elly Schlein nella corsa alla segreteria del partito. E ora si gode il risultato. Quarantadue anni, sposata e con due figlie di 7 e 12 anni, è impiegata in un’azienda e vive a Codogno dove ricopre l’incarico di consigliera comunale per il Partito Democratico.

Da due giorni lo dicono “tutti” che il suo essersi schierata per Schlein è un viatico alla segreteria provinciale del Pd.

«Guardi che il partito in questo momento è paralizzato. Hanno fatto un’armata tutti per Bonaccini: Uggetti, Furegato, Guerini, Tagliaferri… non sono venuti neanche all’incontro che abbiamo organizzato con Orlando. Ho chiesto se ci saremmo visti dopo le primarie, ma la devono metabolizzare questa “cosa”. E poi adesso si va ai congressi e bisogna fare i rinnovi. Io entro in assemblea nazionale, per Lodi siamo io e Andrea Furegato».

Cosa l’ha fatta propendere per Elly Schlein, considerata l’underdog nella campagna per le primarie?

«Possiamo dire tutto di Elly ma non che sia un underdog, il suo curriculum parla da solo. E quando dicono che è troppo giovane, ricordo che a 38 anni Renzi è diventato segretario del Pd. Diventa sempre sbilanciato il concetto di “giovane” quando è sulle donne. In Renzi si vedeva la carica virtuosa della giovinezza, in lei si vede l’inesperienza. Ma Bonaccini l’ha scelta come vicepresidente (della regione Emilia Romagna ndr), per cui ha visto questa sua capacità. La verità è che Elly ha una proposta molto concentrata sul futuro e affidare il mio futuro a una 38enne penso sia meglio che affidarlo a chi ha più storia dietro che davanti a sé».

Qual è la principale differenza fra i due candidati e fra le loro proposte?

«Ritengo che Bonaccini sia un ottimo amministratore, ma lo definisco un vino buono in un otre vecchia. Ha dietro tutte quelle persone che hanno portato il Pd al 17 %. Un Pd che è diventato tiepido per non dire freddo. Elly ha quel radicalismo che ridà un’identità al partito, in lei c’è veramente il coraggio nei termini, nelle proposte. Sulla questione dei diritti civili-sociali, Bonaccini parla solo di ius scholae, da noi si parla di ius soli per esempio. La nostra base elettorale ha fatto una scelta».

Chi ha votato Schlein?

«A Codogno sono venute 275 persone a votare e io che sono la segretaria ho visto tante facce che non conoscevo, per cui questo mi fa dire quanto lavoro c’è ancora da fare. I sostenitori di Bonaccini pensavano di avere la vittoria in tasca, noi ci abbiamo messo anima e cuore nel Comitato, dove la maggioranza sono persone non iscritte al Pd, che lo sono state e adesso vogliono riscriversi».

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