A Lodi centro anziani senza ascensore, più della metà deve restare a casa
IL DISAGIO Sono ormai dieci giorni che il montacarichi non funziona per un guasto, un appello tramite le pagine del nostro giornale
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È un antidoto alla solitudine e un presidio di servizi. Per diversi utenti, però, ora non è raggiungibile. L’ascensore guasto al centro diurno anziani Age Bassi rende la struttura off-limits per gli ospiti con difficoltà di deambulazione, impossibilitati ad affrontare le scale per continuare a vivere la quotidianità di quello che è, per loro, un fondamentale punto di riferimento centrale, che assicura attività di animazioni e servizi. Una situazione gravosa, che ha spinto i cittadini a lanciare un appello tramite Il Cittadino «nella speranza che possiate portare all’attenzione un disagio che si protrae ormai da 10 giorni». La vicenda «sta causando un disagio notevole, anche perché più della metà degli anziani non riesce ad accedere».
Il Comune di Lodi si è subito attivato. I tecnici specializzati sono usciti nell’immediato, ma hanno constatato che per riparare il fermo-impianto occorrono pezzi di ricambio non immediatamente disponibili, già puntualmente ordinati. L’intervento verrà completato non appena arriveranno.
Il Comune ha espresso rammarico per gli utenti rimasti esclusi, assicurando che, se l’attesa dei componenti dovesse prolungarsi, l’assessorato valuterà soluzioni logistiche idonee e percorsi alternativi per far sì che il centro torni pienamente accessibile. I limiti strutturali dell’immobile, però, non sono una novità. Già la scorsa estate il centro - riaperto dall’amministrazione Furegato dopo la lunga chiusura Covid e molto apprezzato per la qualità del servizio - aveva sollevato i rilievi delle famiglie a causa dell’assenza di aria condizionata; condizione complessa da gestire, in particolare durante i diversi picchi di calore che si sono registrati nel corso di un’estate torrida. In quell’occasione era stata adottata una soluzione tampone, posizionando climatizzatori portatili nel salone centrale (dove erano già presenti pale a soffitto), ma era anche stato ipotizzato persino un temporaneo trasferimento degli ospiti nel vicino Teatrino Musitelli di via Gorini. L’amministrazione aveva anche assicurato che in futuro, compatibilmente con i vincoli dell’edificio datato, sarebbe stata valutata l’installazione di un impianto fisso. Un limite legato all’età dell’immobile che oggi si ripropone con le scale, in uno spazio vitale per la terza età cittadina.
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