A Bergamo il covid prima del covid

Cartella clinica di un 54enne della Val Seriana recapitata in busta anonima ai legali del comitato (spaccato) dei familiari delle vittime

Se le indagini epidemiologiche avevano individuato alcuni possibili contagi tra fine gennaio e inizio febbraio anche nel Lodigiano, ad esempio a Pieve Fissiraga, rimasti però senza tampone, nella Bergamasca, in Val Seriana, spunta un “paziente zero” ricoverato all’ospedale di Seriate. Si tratta di un 54enne di nazionalità cinese, che fu poi colpito da ictus ed è rimasto gravemente invalido, con sintomi riconducibili al Covid. La cartella clinica dell’uomo è stata recapitata da un anonimo nella casella della posta dell’avvocato Consuelo Locati, che guida il pool dei legali impegnati nella causa civile davanti al Tribunale di Roma - prima udienza dopodomani 8 luglio - e che l’ha subito recapitata alla Procura orobica. Non risulta che l’uomo sia mai stato sottoposto a tampone (il primo italiano testato per il virus sconosciuto fu il 38enne “paziente 1” di Codogno il 20 febbraio) ma la Tac registrava la presenza in un polmone di “due sfumati addensamenti parenchimali con aspetti a vetro smerigliato”, segni poi risultati essere caratteristici dell’infezione. La notizia è circolata ieri durante l’audizione in Commissione Covid in Regione Lombardia dell’avvocato Locati, legale dei familiari dei vittime che hanno intrapreso la causa civile contro Ministero della Salute e Regione Lombardia e per questo la maggioranza ha abbandonato l’aula. «Quello che è avvenuto durante la commissione d’inchiesta sul Covid in Lombardia è gravissimo. Mentre era in corso l’audizione dei famigliari delle vittime, i contenuti della relazione presentata dai loro legali sono stati messi a disposizione della stampa, violando di fatto il patto di riservatezza che regola i lavori della commissione stessa. Per questo, abbiamo abbandonato l’aula, in quanto non vi erano più le condizioni per proseguire», hanno dichiarato Roberto Anelli, Marco Mariani, Alessandra Cappellari (Lega), Franco Lucente (FDI) e Viviana Beccalossi (Misto) . Tra l’altro l’audizione era prevista per il 28 giugno poi c’erano stati un annullamento e quindi il rinvio a lunedì scorso. E il Comitato “Noi denunceremo”, cui si sono rivolte anche famiglie del Lodigiano e del Sudmilano, da febbraio aveva anche subito una spaccatura, con il fondatore presidente Luca Fusco, commercialista, e il figlio Stefano da una parte, e l’avvocato Locati e altri esponenti dall’altra. Fusco era già stato sentito dalla Commissione consiliare d’inchiesta il 14 giugno.

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