Wojtyla, il santo e “l’immortale” si racconta

Non solo santo (per chi crede) ma addirittura “immortale”, come reca il titolo scelto, un po’ teatralmente forse, da Antonio Preziosi per raccontare, una volta ancora, la biografia di Karol Wojtyla. Una biobgrafia scritta come un romanzo, ma che ricostruisce con cura e rigore storico-giornalistico tutti i fatti che hanno riguardato la vita del Papa venuto dall’Est, per 25 anni anni vero e proprio mattatore sul porscenio europeo e mondiale, forte di una personalità capace di andare addirittura oltre il grande carisma religioso che profondeva con lo sguardo. L’autore, Antonio Preziosi, è giornalista e scrittore, già direttore di Radio 1 e del Giornale Radio Rai; segue da molti anni i principali avvenimenti di politica interna ed internazionale ed è consultore del Pontificio consiglio delle Comunicazioni sociali e commendatore della Repubblica Italiana. In questo libro. compie una scelta particolaere: fare parlare Giovanni Paolo II in prima persona, come se «si raccontasse» dall’aldilà, ripercorrendo dunque come in un diario tutta la sua vita. Il volume. Il libro prende le mosse dal momento forse più forte del pontificato di Wojtyla: il racconto dell’attentato del 13 maggio 1981, con il Papa agonizzante nell’ambulanza che lo porta al Gemelli. E da quel momento, con un sapiente gioco di flashback narrativi, San Giovanni Paolo II racconta tutta la sua esistenza. Il rigore storico e giornalistico sta nella ricostruzione fedele di tutti i passaggi della vita del protagonista, molti dei quali sconosciuti ai più o addirittura inediti. Antonio Preziosi, infatti, ha consultato decine di libri e documenti, visitato posti, ascoltato testimoni.E, tra i particolari inediti, molti riguardano il momento dell’attentato. Non mancano dettagli inediti anche dell’incontro tra Giovanni Paolo II e Alì Agca. Il libro smentisce anche uno degli episodi più criticati del Pontificato di Giovanni Paolo II: la famosa foto al balcone con il dittatore cileno Pinochet. Oltre alle testimonianze del cardinale Tucci, recentemente scomparso, e del fotografo Arturo Mari, l’autore ha rintracciato un video della tv cilena del tempo che testimonia senza possibilità di smentita che quell’“affaccio” venne organizzato estemporaneamente da Pinochet e che Giovanni Paolo II non ne sapesse nulla. Anzi, raccontano i testimoni, non mancò di manifestare il suo risentimento per quella “trappola”. Fa ancora un notevole effetto, tocca dirlo, sentir parlare in prima persona Giovanni Paolo II, anche se soltanto dalle pagine di un libro: la sua voce, come dicevamo in avvio, riecheggia infatti come in un racconto dall’aldilà, mentre ripercorre la propria vita nel volume.Nel racconto dell’eccezionale storia di questo amatissimo e rivoluzionario uomo di Chiesa, che ha attraversato il secolo scorso con grande carisma umano e spirituale e che ha sempre avuto a cuore i giovani e i più umili, non poteva certo mancare lo spazio per i sentimenti forti: come accade proprio all’inizio del libro, in cui viene rivissuto il tragico attentato di cui Wojtyla fu vittima il 13 maggio 1981 per mano di Alì Agca. Con la prefazione del cardinale Stanislao Dziwisz, arcivescovo di Cracovia, per quarant’anni a fianco di Wojtyla, Immortale offre un ritratto completo ed esaustivo del protagonista e una lettura appassionante.Il libro, le cui pagine sono arricchite da fotografie che testimoniano l’intero percorso del Papa, dagli inizi alla fine del suo pontificato, ha inoltre ispirato anche la mostra omonima, a cura di Fabio Di Gioia, allestita nel maggio scorso all’Archivio di Stato di Torino.

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Antonio Preziosi, Immortale - Da Lolek a San Giovanni Paolo, la grande storia di un uomo...Rai-Eri, Roma 2015, pp. 156, 19 euro

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