Uno “strano virus” chiamato pensiero...

La scrittura di questo libro di Lidia Sella, Strano virus il pensiero, ricorda in alchimia il simbolo del sale: taglia l’intero e unisce gli opposti. Una presupposizione ossimorica, che si muove su ben assestate aporie fra naturalismo e pensiero uscito dall’officina otto-novecentesca. Ne esce uno stato di galleggiamento della scrittura che è in continua ebollizione e pietrificazione, sottoposta alle spinte del desiderio e della dissimulazione. Un libro composito in attesa di coagulazione, di acquietamento, di uscita dalla febbre prodotta dallo strano virus del pensiero. Con alcune riflessioni in testa ed in coda di Antonio Prete e di Giulio Giorello il volume si muove in un auspicio augurale di una poetica in fieri fra parola collassata e nuova significazione. Per tutte le poesie, valga l’incipit di Paradosso: «Dissolta la nebbia dell’innamoramento / lui e lei non si riconoscono più. // Prima o poi ogni amore si trasforma in una busta/ di piccole cianfrusaglie».

Lidia SellaStrano virus il pensieroLa Vita Felice editore, Milano 2016, pp. 72, 12 euro

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