Un attacco potente agli scrittori mediocri

Un attacco potente agli scrittori mediocri

Pallavicini fa un atto di critica, tagliente e ironico, contro l’editoria

Chi, tra i numerosi scrittori il cui panorama è in espansione e che anelano al successo, non vorrebbe togliersi qualche soddisfazione dopo tante mortificazioni subite? È questo il sentimento provato da Sara Brivio, scrittrice per un pubblico ristretto, sessantenne e divorziata, che trova l’occasione del cambiamento in un’eredità paterna inaspettata e molto consistente. Ciò le consentirà di istituire un premio letterario con l’obiettivo di valorizzare piccole case editrici e scrittori poco conosciuti.

Così, a Milano, nel cuore della città tra la pinacoteca Ambrosiana e la chiesa di San Sepolcro, luogo frequentato da turisti e amanti della moda, si consuma un atto di critica, tagliente e ironico, nei riguardi del mondo letterario d’oggi. Intenzionata a uscire dallo squallido anonimato delle aspiranti scrittrici di successo, Sara racconta in prima persona in modo divertente e agile dipingendo un affresco critico sia di città come Milano (dove vive e lavora) e Vigevano (dove è nata) che delle persone che animano la sua esistenza: l’ex marito, dalle frequentazioni equivoche, la figlia, scomparsa da lungo tempo, le amiche Fanny e Elena, scrittrici anch’esse e coinvolte nel suo progetto. Viaggia spesso in varie capitali europee, soggiorna in hotel di lusso ma il suo quartier generale è una villa magnifica alle Cinque Vie, dove si svolgerà la cerimonia della premiazione in contemporanea al premio Strega a Villa Giulia a Roma.

L’attacco, potente e continuo, di Piersandro Pallavicini è verso le fortune immeritate degli scrittori mediocri, verso case editrici, giornali e premi offerti ai soliti noti. Provocazioni e un sonoro sarcasmo: la cifra di questo romanzo, ricco peraltro di riferimenti letterari sia reali che inventati, che vedono comprimari come Daniel Castagner, detto El Panteròn, scrittore senz’arte, naturalmente di successo, adulatore e arrampicatore senza scrupoli, descritto con sprezzante ironia a rappresentare una categoria oggi in voga, “tutto ciò che di inverecondo c’è nel campo dell’editoria italiana fatto di tramine, favorini… e tromboni senza talento che scrivono pensieri stucchevoli, credendosi Kant”.

A partire dal titolo e dall’immagine di copertina, l’autore irride il lettore anche interpretando pensieri e umori tutti al femminile. Si sorride seguendo gli eventi che scorrono verso la beffa finale, mentre Pallavicini si diverte a raccontare la sfida tra il semisconosciuto premio Brivio e il prestigioso Strega con lo scopo di far vincere un outsider in barba alle grandi case editrici e poi tira fuori dal cappello soluzioni impreviste. Al di sopra di tutte le critiche feroci, affiora una passione vitale e inebriante per la letteratura. Quella sì di serie A.

Piersandro Pallavicini

Nel giardino delle scrittrici nude

Edizioni Feltrinelli, 2019, Milano

Collana I narratori, 238 p.p, € 16


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