Un amore negli abissi della cultura italiana

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Gioia, giornalista culturale con alle spalle una fecondazione assistita dai contorni drammatici, cerca di tenere fede allo spirito del suo nome: continua a lavorare, tra Milano e Napoli, senza perdere il sorriso sulle labbra. Incontra un artista capace di affascinarla e di farla nuovamente innamorare, ma non sarà gioia vera. O quantomeno facile. Ecco un “romance” contemporaneo ambientato tra vernissage, presentazioni di libri, festival culturali: l’Italietta della cultura che Annarita Briganti, firma di «Repubblica», tratteggia in questa sua seconda opera narrativa, è fatta anche di piccinerie, invidie e persino violenza. I temi di cronaca sono la cornice a una storia d’amore tra due artisti, una della parola e uno del pennello, difficile e contrastata, fino all’inatteso epilogo. Dopo Non chiedermi come sei nata, esordio letterario approdato ora a teatro, Briganti confeziona una nuova avventura per Gioia Lieve, suo alter ego letterario. Favola contemporanea da lettura in metropolitana? No, romanzo su vette e abissi dell’industria culturale italiana.

Annarita BrigantiL’amore è una favolaCairo Editore, Milano 2015, pp. 188, 13 euro

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