Storia e mistero di Enzo Scaini, un calciatore “dimenticato”

Storia e mistero di Enzo Scaini, un calciatore “dimenticato”

Il libro-inchiesta racconta vita e morte di un atleta rimasto nei cuori dei tifosi del Sant’Angelo

Lo chiamavano il “gigante buono”, per la stazza da granatiere e per la generosità che metteva in campo. Se lo ricordano bene i tifosi del Sant’Angelo: nelle due stagioni in riva al Lambro, in Serie C, tra il 1975 e il 1977, Enzo Scaini diventò un autentico idolo del popolo barasino. Mediano poderoso con il vizio del gol della lunga distanza (13 gol quelli segnati con la maglia rossonera in 60 partite di campionato), “Scaio”, friulano originario di Varmo, lasciò un segno indelebile nella storia del club, prima di spiccare il volo in Serie B con il Monza e proseguire una più che onesta carriera difendendo i colori di Campobasso, Verona, Perugia e Lanerossi Vicenza.

Ma Scaini è stato, soprattutto, un “calciatore dimenticato”, come evidenzia parte del sottotitolo della meticolosa inchiesta giornalistica che ricostruisce i fatti che nel gennaio 1983 condussero alla tragica e misteriosa morte del beniamino della tifoseria santangiolina. “Non ero Paolo Rossi. Enzo Scaini, la morte misteriosa di un calciatore dimenticato”, questo il titolo completo del volume firmato da Giampiero De Andreis ed Emanuele Gatto uscito per Edizioni Eraclea, getta luce su una vicenda liquidata troppo in fretta e su un’inchiesta giudiziaria durata cinque anni in cui tutti gli imputati furono assolti.

Scaini morì a soli 27 anni, il 21 gennaio 1983, a causa di una grave insufficienza cardiaca in seguito a un intervento chirurgico a un ginocchio. «Purtroppo non era Paolo Rossi» fu la spiegazione che l’allora presidente dell’AIC (Associazione Italiana Calciatori), Sergio Campana, diede a Rossella, la moglie del giovane calciatore, quando la donna si lamentava del silenzio mediatico e della lunghezza delle indagini. Il filo della vicenda si snoda attraverso testimonianze, perizie mediche e atti del processo, svelando a 36 anni di distanza i retroscena di un caso che dopo aver occupato le prime pagine dei giornali è stato ben presto dimenticato. Il racconto della vita di Enzo Scaini, il “calciatore dimenticato” ma per sempre nei cuori dei tifosi barasini, fornisce anche uno spaccato del calcio italiano dell’epoca, stretto nei propri confini e ancorato a canoni ormai usurati, prima che la vittoria della Nazionale ai mondiali di Spagna del 1982 portasse i fuoriclasse del mondo intero nel nostro Paese, rivoluzionando l’Italia del pallone.


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