Martini, la Parola come lampada e luce dell’uomo

«Ci doni il Signore di tenere davvero la Scrittura come un bambino in braccio, con affetto e riverenza, affinché la sua Parola sia sempre “lampada per i nostri passi e luce per il nostro cammino”». Si espresse, così, citando il Salmo, il cardinal Carlo Maria Martini intervenendo nel 1993 a Reggio Emilia in un incontro in occasione degli 80 anni di Giuseppe Dossetti. Parole, quelle dell’allora arcivescovo di Milano, che racchiudevano il senso profondo della sua convinzione circa la centralità del testo biblico nella vita di ciascun fedele. Una centralità tale da essere paragonata all’attitudine affettuosa e premurosa di una madre nei confronti del proprio bambino. Martini, d’altro canto, concretizzò nei fatti questa attitudine, dando vita - proprio negli anni del suo apostolato milanese - alla “Scuola della Parola”, un momento mensile di confronto sui testi evangelici che arrivò ad attrarre diverse centinaia di persone, conquistate dall’approccio peculiare del porporato, capace di tenere insieme la tradizione ignaziana degli Esercizi con la prassi della lettura attenta e ponderata della Parola di Dio attraverso i due momenti della lectio - cioè l’interpretazione del passo in esame con gli strumenti della critica testuale - e della meditatio - ovvero la riflessione su ciò che la Scrittura comporta e suggerisce a chi la legge, fino a diventare strumento di conversione. Ma le occasioni in cui l’ex presidente dell’Istituto Biblico di Roma si trovò ad affrontare pubblicamente i testi scritturali furono innumerevoli e, fra queste, un posto importante ebbero indubbiamente gli esercizi spirituali che lui, gesuita (il primo dell’Ordine a ricevere l’ordinazione episcopale), teneva tutti gli anni, ponendovi al centro proprio l’esame di un testo evangelico, quando non di un intero Vangelo. I suoi commenti, già editi in modo sparso nel corso degli anni, sono ora raccolti integralmente in un imponente volume mandato in stampa in questi giorni da Bompiani in occasione del quarto anniversario della scomparsa del cardinale, contestualmente alla diffusione di un documentario che la Rai ha dedicato alla sua figura e che Rai Storia ha mandato in onda un paio di sere fa. Sotto il titolo de I Vangeli - Esercizi spirituali per la vita cristiana, la Fondazione Carlo Maria Martini (appositamente costituita presso il Centro culturale San Fedele di Milano per preservarne l’opera e difonderne il magistero) ha radunato con le cure di Maurizio Teani l’intero corpus degli Esercizi tenuti dal prelato di origine torinese fra il 1972 e il 2002 e dedicati ai quattro Vangeli canonici nella loro interezza, partendo dai sinottici (in particolare da Marco, il cosiddetto “Vangelo dei catecumeni”) per finire con il testo giovanneo, il più alto e complesso. Si tratta di testi che riproducono le registrazioni originali martiniane, mantenendo dunque lo stile parlato e diretto che li rende più facilmente “commestibili” al lettore. Il curatore ha poi aggiunto in chiusura un breve lessico dei termini tipici di Sant’Ignazio di Loyola, fondatore dei Gesuiti, cui si deve - come è noto - la prima redazione degli Esercizi spirituali, vergata alla metà del Cinquecento. Un volume da tenere sul comodino e compulsare per la singola occasione, che regala tutta l’enorme sapienza interpretativa (alta e mai sterile) di un Maestro straordinario di fede e umanità.

Carlo Maria MartiniI Vangeli - Esercizi spirituali per la vita cristianaBompiani, Milano 2016, pp. 1200, 25 euro


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