L’opera di Blandiana, echi dalla Romania

Quarto volume della collana Danubiana, nella traduzione e cura di Mauro Barindi e con una prefazione di Dan Octavian Cepraga, ecco le nuove poesie di Ana Blandiana (Temisoara, 1942), fra i protagonisti della poesia europea di lingua rumena e fra i pochi di alti ideali etici e civili. La collana Danubiana, nelle sue varie sezioni, si propone di costruire un ponte tra l’Italia e la Romania «un fecondo dialogo interculturale fra i due paesi». Nella apparente immediatezza, limpidezza e clarità, in una naturalezza dell’eloquio, è questa una poesia corale, densa e stratificata. La poesia della Blandiana si muove nella tradizione del poeta e filosofo Lucian Blaga. In Lei forte è la tensione fra etica ed estetica, vi è un’alta spiritualità ed attenzione ai grandi temi di un’umanità e di una natura sofferente. Per tutte le poesie Soli: Li guardo e mi stupisco / Di quanto siano soli. / E di quanto siano colpevoli / Di essere soli. / Li guardo a lungo / E mi domando: / Quanta solitudine / è in grado di sopportare ognuno / Prima di morire di solitudine ? / E poi?».

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Ana Blandiana, La mia patriaAracne, Roma 2015, pp. 166, 10 euro


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