L’Italietta ipocrita della città di Vigata

Dedicati all’amica, l’editrice palermitana Elvira Sellerio, questi otto racconti scritti con la abituale ironia da Andrea Camilleri costituiscono un solo romanzo; sono, infatti, le vicende di Vigata, la cittadina siciliana immaginata dallo scrittore in cui si riflettono le sue memorie e che fa da scenario a storie di femmine e tradimenti, ipotetiche congiure, risse e sparatorie in un parapiglia divertente e divertito. Con i protagonisti sullo sfondo, la Storia si intreccia con le piccole storie che lo scrittore ritrae con la lente del sarcasmo: un’era, quella fascista, patriarcale ed autoritaria, i cui gerarchi e podestà, avvocati e chiromanti, preti e comunisti , imbroglioni e furbi, sono raffigurati nelle loro miserie, nelle assurdità di tante situazioni tra tradimenti e solitudini, connivenze e furberie. Con l’uso del dialetto siciliano e sapienti descrizioni ricche di dettagli mai casuali, lo scrittore inserisce con sagacia i suoi personaggi, trascinati dal destino, irridendoli e imprigionandoli in una tela di ragno, dentro un’architettura perfetta e trame complesse e ben congegnate. Camilleri conferma in tal modo il suo stile popolar-letterario in questi racconti che si leggono d’un fiato, che affascinano per le trovate imprevedibili, il ritmo perfetto, l’umanità dei personaggi. Piccoli capolavori che vedono Vigata al centro della storia di un’Italietta falso-borghese, fatta di apparenze. Un Camilleri- cantastorie che si appassiona e affascina, sorride sarcastico all’ideologia fascista, affabula e chiude con la sua inconfondibile firma:un sorriso beffardo.

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