L’Israele di Amos Oz, tra contraddizioni e voglia di futuro

L’Israele di Amos Oz, tra contraddizioni e voglia di futuro

Il saggio

In tre acuti saggi di Cari fanatici lo scrittore e professore israeliano Amos Oz si fa beffe dei «depositari di verità» con tagliente ironia scandagliando la storia e l’esplosione di follia fanatica che ha attraversato il suo Paese. Il tentativo è quello di delineare una fenomenologia del fanatico, parlandoci anche della cultura di Israele, della sua pluralità di luci, senza dimenticare soluzioni al conflitto e errori da evitare. Avvalendosi di uno stile che va dal satirico del pamphlet al freddo dello storico, dal poetico dell’artista al pragmatico dello stratega militare, Oz si addentra negli aspetti più reconditi del suo Paese.

Nella prima parte, il libro illustra lezioni tenute a Tűbingen nel 2002; la seconda, Tante luci e non una luce riprende il libro Gli ebrei e le parole scritto nel 2013 insieme con la figlia; l’ultima parte - Sogni di cui Israele farebbe bene a sbarazzarsi il prima possibile - è una sintesi riflettuta di conferenze tenute presso il Centro ricerche della sicurezza nazionale. Con acume l’autore ci parla delle contraddizioni di un territorio servendosi dell’ironia dell’autoironia e del paradosso. La Torah e gli scritti poetici si alternano ad aneddoti, sempre con il beneficio del dubbio, e ogni persona è vista come una penisola, legata da una parte alle radici della terraferma dall’altra protesa all’assoluto e altro da sé del mare. Alla fine è l’esercizio dell’assurdo a dipanare le tenebre del più duro dei fanatici, come ci dice Sami Michael durante un viaggio in macchina con un autista. Questi gli spiegò quanto importante fosse uccidere tutti gli arabi; allora Sami Michael, fingendo, gli chiese come fare. L’autista rispose: “Bisogna dividerci i compiti in modo che ogni maschio ebreo dovrà uccidere alcuni arabi”. E Michael: “Diciamo che lei, in quanto cittadino di Haifa, ha in carica un condominio della sua città. Passa di porta in porta, suona il campanello, domanda educatamente agli inquilini: ‘Scusi, siete per caso arabi?’. Se rispondono di sì, lei spara e li uccide. Poi scende e mentre va a casa sente improvvisamente da un piano alto il pianto di un neonato. Che fa? Torna indietro? Sale per le scale e spara al neonato?”. L’autista meditò. Infine, rispose al suo passeggero: “Senta, signore, lei è una persona veramente crudele”.

Amos Oz

Cari fanatici

Traduzione di E. Loewenthal, Feltrinelli Editore,

Milano 2017, pp. 100, € 18


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