Il secondo mestiere del poeta Ungaretti fra pittori e scultori

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Ben conscio del proprio valore di poeta, Giuseppe Ungaretti non lo era meno delle sue qualità di critico d’arte. Lo scrisse anche chiaro, come in questo breve passaggio autobiografico . «Solo l’effetto conta per un critico d’arte […], ma l’intendimento dell’espediente tecnico è supplito, se non esagero, da me, umilmente, da quel poco di poesia che in lunghi anni mi è riuscito di fermare, forse per sempre, nelle parole».Era, quello di critico d’arte, il “secondo mestiere” (come avrebbe detto Montale) che accompagnò il poeta dell’Allegria per 40 anni e i cui frutti possiamo gustare in questa bella silloge che raduna, con gli scritti di Ungatetti, anche il catalogo della mostra (intitolata Ungà e a lui dedicata) tenutasi a Biffi Arte Piacenza dal 13 dicembre 2014 al 8 febbraio 2015

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Angela Madesani, Ungà. Giuseppe Ungaretti e l’arte del XX secolo Nomos, 2015, pp. 135, 14,9 euro

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