Il nuovo “morso” di Alice Basso senza Vani Sarca
“Il morso della vipera”

Il nuovo “morso” di Alice Basso senza Vani Sarca

Il nuovo romanzo dell’autrice che stavolta lascia a riposo il suo celebre e fortunato personaggio

Chi si è innamorato di Vani Sarca, la ghost writer trasformata in investigatrice dal destino, non resterà deluso dal nuovo libro scritto da Alice Basso. La giovane letterata dark, che mangia male e beve e fuma troppo, con il suo piglio aggressivo e la sua intelligenza acuta, non fa parte dell’ultimo libro della scrittrice milanese, ma ha passato il testimone a una degna erede. Alla quale, peraltro, non assomiglia per nulla.

La protagonista de “Il Morso della vipera”, pubblicato da Garzanti a luglio, in tempo per l’estate, è una ragazza del 1935. Si chiama Anita Bo, figlia di un tabaccaio, prepotentemente bella ma con un’anima. Una donna della sua epoca, con qualche carta nascosta da giocare. Quando il potenziale marito ideale la chiede in sposa, Anita reagisce d’istinto e gli chiede tempo: sei mesi per provare a lavorare un po’, per capire com’è il mondo e scoprire qualcosa di sé stessa. Un pensiero imprevedibilmente moderno, che apre lo spiraglio su un mondo completamente diverso. Perché Anita diventa dattilografa in una casa editrice che si occupa di gialli e per le misteriose vie del destino si trova a dover dipanare la matassa di un crimine del passato, che ha ancora conseguenze sul presente. La sua storia si sviluppa e si evolve, parallelamente a quella della vittima per la quale non può fare a meno di cercare giustizia.

In questo viaggio di ricerca, che funziona in realtà su vari fronti perché si sposta dall’indagine per individuare il colpevole di un crimine anche alla ricerca su sé stessa, Anita è accompagnata da tanti personaggi. I genitori, arcigni ma consapevoli, un datore di lavoro misterioso e imperscrutabile, l’amica del cuore che è il suo opposto e con cui crea una coppia di perfetta armonia, la professoressa che fa da spirito guida e, ovviamente, anche il fidanzato perfetto, perfettamente “integrato” nel regime fascista. Che è ovviamente l’altro grande protagonista del romanzo, sempre presente in filigrana, origine e causa di gesti, scelte e riflessioni. Con garbo Alice Basso tratteggia un periodo storico lanciando segnali e descrivendo pulsioni e paure. Non c’è alcun elemento politico nel libro, ma ricorre costante il riflesso dell’ideologia sulla vita quotidiana di ciascuno e sulle scelte più intime. L’affresco che si costruisce è interessante e sostenuto da ricerche storiche e documenti, di cui nella postfazione vengono forniti i dettagli. La storia si conclude con una nuova eroina, anzi forse due e la sensazione che si tratti solo dell’inizio di un’avventura. Per fortuna


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