Il genocidio armeno: la parola alle vittime

Un libro interessante: un atto di accusa da parte di numerose personalità armene e non per sollecitare l’attuale Turchia a fare atto di giustizia e verità dopo cent’anni. Si denuncia con chiarezza che non ci sono stati né colpevoli né risarcimenti alle vittime, come per gli eccidi degli ebrei, in Ruanda e in Cambogia; i criminali sono stati acclamati eroi, la toponomastica non riporta traccia dell’antica cultura e ora il popolo armeno chiede alla Turchia di rimuovere il negazionismo riconoscendo il genocidio di un popolo costretto alla diaspora. Con interviste a sopravvissuti, a Yerevan, capitale armena, scorrono i ricordi a casa del vecchio Aharon attraverso le parole della figlia, di Ataiyan, dove mamma e nipote ricostruiscono l’episodio di resistenza sul monte di Mosè; si ripercorrono con pudore storie di uomini, uccisi subito, e donne, rese schiave negli harem, si ricorda l’impegno di Papa Francesco e la situazione oggi in Siria a causa degli integralisti islamici. Il riconoscimento sarebbe un banco di prova per tutti i Paesi che hanno a cuore la democrazia e la pace.

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M. Gian, A. Aramu, A. Mazzone, Il genocidio armeno: 100 anni di silenzioArkadia, Cagliari 2015, pp. 160, 15 euro

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