COVID «È stato il nostro 11 settembre»

COVID «È stato il nostro 11 settembre»

Un “instant book” di Emiliano Fabbri che racconta con trasporto i giorni della pandemia a Lodi

Una storia che riguarda tutti noi. E che comincia con una domanda quasi banale, ma che probabilmente rimarrà senza risposta. Perché proprio Lodi? O, più precisamente, perché proprio Codogno? Se lo sono chiesti a lungo gli abitanti della prima “zona rossa” d’Italia. Smarrimento, sorpresa, incredulità, paura: sono queste le sensazioni che affiorano già dalle prime pagine del volume “La Storia del Coronavirus a Lodi” (Typimedia Editore, 12.90 euro), opera di Emiliano Fabbri che parte da quel fatidico 21 febbraio 2020, quando per la prima volta l’Italia sentì parlare del “paziente 1”.

Il libro è la cronaca in presa diretta di un evento che ha rivoluzionato la vita nel nostro Paese nella comunità internazionale. Fabbri, maresciallo aiutante della Guardia di Finanza da anni in servizio a Lodi, lascia momentaneamente la passione per la letteratura sportiva (ha scritto volumi dedicati a Sneijder, Cambiaso ed El Shaarawy ed è dirigente del Piacenza calcio) per dedicarsi al racconto della pandemia vista e vissuta da dove tutto è partito nell’emisfero occidentale: «Quel 21 febbraio è stato per me e per tutti i Lodigiani il nostro 11 settembre, una data spartiacque tra un prima e dopo – spiega . Il mio è il racconto dal paziente 1 scoperto a Codogno alla visita del Presidente della Repubblica Mattarella. Ho continuato a lavorare, sono stato nella zona rossa, sono finito in isolamento per timore di essere contagiato. Ho visto amici intubati in terapia intensiva. Altri non li vedrò mai più perché il Covid se li è portati via. In un costante clima di paura giornaliera, ho visto nascere un diario della memoria. Alla fine, il virus ha aggredito anche me. Me ne sono accorto dal test sierologico. In queste mie righe c’è quello che abbiamo vissuto nella provincia di Lodi, c’è quello che non avrei mai voluto scrivere, quello che non potrò dimenticare».

Il libro si avvale di un ricco apparato iconografico (con le foto di Roberto Lena); nelle 160 pagine del sono stati inseriti capitoli che descrivono le pandemie in Lombardia nel corso dei secoli. Ma sono le storie il centro nevralgico. A partire da quelle di Mattia Maestri, il “paziente 1”, e degli abitanti dei comuni della Bassa che hanno visto cambiare la loro vita da un momento all’altro. Fabbri ripercorre il dramma delle terapie intensive, la forza e la disperazione di medici e infermieri che si sono trovati a combattere in trincea. Donne e uomini straordinari, come l’anestesista Annalisa Malara, il primo medico a intuire che il virus fosse già in circolazione anche alle nostre latitudini, o come il primario del pronto soccorso di Lodi, Stefano Paglia, o il pneumologo Francesco Tursi, passato da soccorritore a paziente. Intorno la paura, ma anche le attività di beneficenza di normali cittadini e “vip” come Bianca Balti e Danilo Gallinari, lodigiani Oltreoceano che non hanno dimenticato la loro terra di origine.


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