«Turismo e marketing, le solite frasi
degli assessori di turno»
Orio Litta
Ciclovia, natura e corsi d’acqua: le tre direttrici turistiche per promuovere il Lodigiano indicate dall’Assessore Regionale in un’intervista su questo quotidiano, alle quali ha aggiunto il turismo lento: “il Lodigiano deve crescere nel marketing”. Mi sembrano le solite frasi dei soliti Assessori di turno che non vivono qui. Come già scritto, serve ben altro! La ciclovia: è il tratto lombardo-lodigiano della “VenTo”. La “VenTo” è una gran bella idea che rischia di restare a rischio. E non è un gioco di parole. La stiamo già rovinando. Premesso che non si possono impiegare due anni per fare un ponte di 155 metri sul Lambro spendendo vari milioni di euro e, a mio modo di vedere, deturpando un tratto di fiume, mi chiedo: sono state studiate e condivise altre soluzioni più economiche per mettere in sicurezza il passaggio sul Ponte stradale di Mariotto? Chissà chi lo sa! “AIPO” fa e disfa: vedi la passerella pluri crollata del ponte fra Maccastorna e Crotta d’Adda. Si è mai interfacciato con la gente che vive in zona e conosce da sempre l’argine e il fiume?
Il percorso della “VenTo” si sviluppa sull’argine maestro da Orio Litta a Piacenza e coincide con il cammino pedestre dei romei. Il turismo lento è in crescita: basta vedere quanti “cammini” sono sorti in Italia in questi ultimi dieci anni. Nel 2017 Orio Litta risultava il secondo Comune lodigiano per presenze turistiche. Da anni lo percorro in bicicletta e mi arrabbio: nelle “stagioni turistiche” ci sono erbe alte un uomo sui cigli stradali, cartacce e plastica qua e là sulle rive e lungo le strade, sacchi di rifiuti ai piedi dell’argine, segnaletica cadente, cartelli spariti, mancante. La brevissima ciclabile che da Lambrinia (Pv) porta all’imbocco del Ponte di Mariotto (Lo) è una pattumiera e sotto il ponte c’è una vera discarica. L’argine è asfaltato a nuovo da due anni, percorso da auto e moto, a parte i mezzi agricoli che hanno il diritto di usarlo: la mancanza di adeguati controlli è reale. Il “Transitum Padi” di Corte S. Andrea, punto qualificante unico e irrinunciabile per i pellegrini, da anni è un “punto dolens”. La colonna francigena con il masso dove si legge “Haec Romam via est” è con il fiume uno dei luoghi più fotografati del percorso millenario. Ma la discesa al molo ha una trentina di traversine marce, alcune mancanti. Vent’anni fa le aveva posate personalmente l’allora Sindaco di Senna Franco Premoli. E il grande pannello col simbolo regionale che giganteggia è un rudere. Le auto stazionano nei pressi.
I nostri corsi d’acqua non stanno meglio. Il Brembiolo è invaso periodicamente da schiume che causano moria di pesci, le rive dei canali irrigui sono ingabbiate con massi di granito: una trincea che distrugge la biodiversità. Nella Bassa passa il maggior numero di turisti a piedi e in bicicletta, per lo più stranieri: fotografano e mandano le immagini in tutto il mondo: chi le osserva poi sceglie di partire dalla Toscana…Si può invertire la tendenza? Si, se si erogano risorse alla Provincia e ai Comuni dell’asta del Po per potenziare i controlli, fare una regolare e periodica pulizia, fare manutenzione lungo le ciclabili e pulire le rive dei canali e dei corsi d’acqua senza distruggere la natura. Altrimenti i milioni spesi saranno sempre un investimento inutile.
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