Senza soldi, senza lavoro e senza un posto dove riposare

Senza soldi, senza lavoro e senza un posto dove riposare

La testimonianza di un giovane aiutato dalla Caritas

Ciao a tutti, mi chiamo Stefano, ho 32 anni e solo oggi ho trovato il coraggio di raccontare, senza sentirmi a disagio, la mia vita un po’ disastrata.

Tutto è iniziato il giorno in cui mi sono ritrovato da solo senza le forze e le capacità di gestire la quotidianità. Purtroppo la vita è stata un po’ ingiusta nei miei confronti, persi entrambi i genitori, all’età di 21 anni mi sono ritrovato orfano, senza lavoro e senza dimora.

Così è iniziata la mia “vita in strada”.

Ho frequentato, per alcuni anni, l’ambiente dello spettacolo viaggiante dove ho trovato amici, persone che mi hanno accolto, offerto vitto e alloggio, in cambio della mia disponibilità lavorativa. Un ambiente che fin da piccolo mi aveva sempre affascinato, ma vivendolo mi sono reso conto che non era quello l’ambiente adatto a me, per me volevo ben altro, ma non riuscivo a trovare altre soluzioni.

Ho deciso, un giorno, di lasciar perdere, ed uscire da questo mondo. Ho iniziato a vagare, senza meta, senza lavoro, senza soldi e senza un posto dove riposare... ero solo con i miei pensieri, i miei dubbi ma soprattutto le mie paure! Presto, mi sono accorto di non essere poi tanto solo; erano tante le persone, che come me, vagabondavano giorno e notte per i vari paesi del Lodigiano. Anche in questo periodo della mia vita, ho conosciuto amici, persone che mi sono state vicine nei momenti di più totale sconforto, nei momenti in cui tutto sembrava crollarmi addosso, nei momenti in cui non trovavo la forza di andare avanti; loro mi hanno rassicurato e confortato.

Anche in questo modo non potevo proseguire...

Un giorno d’inverno, non ricordo di preciso di quale anno, non potevo resistere al freddo ed alla voglia di parlare con qualcuno, ero arrivato al capolinea, da solo non ce l’avrei più fatta..ed ecco la mia esplicita richiesta d’aiuto.

Sono arrivato a bussare alla porta della Caritas di Lodi, dove subito ho trovato persone disponibili e disposte ad aiutarmi, e così è stato. È iniziato il mio percorso con loro, ho trovato alloggio nel dormitorio e vitto nella mensa. Da subito mi sono sentito come a casa, persone semplicemente fantastiche, delle quali mi sono da subito fidato ed ho trovato il coraggio di aprirmi, raccontando a loro tutto di me.

A queste persone mi sento solo di dire un infinito grazie per tutto quello che hanno fatto per me e che stanno ancora facendo anche oggi. Sì, perchè dovete sapere che anche oggi sono al dormitorio e tutti i giorni usufruisco della mensa.

Ma è iniziato per me un progetto al quale gli addetti Caritas hanno aderito, impegnandosi per me, hanno deciso a tutti i costi che dovevo dire basta alla mia realtà, fermarmi e decidere del mio futuro. Dovete sapere che sono arrivato alla Caritas come persona irreperibile, non avevo con me ne soldi ne abiti, ma soprattutto non avevo documenti. Ho sbagliato lo ammetto, non mi sono reso conto che così facendo mi stavo annullando completamente.

Grazie a queste persone sono riuscito a riflettere ed ad accettare il loro aiuto; ho sempre avuto un brutto carattere, troppo orgoglioso per accettare l’aiuto di altri, credevo che da solo avrei risolto tutto.

Non è così, non fate il mio errore; da soli non si può andare da nessuna parte. Bisogna essere coscienti del fatto che in alcune situazioni l’aiuto di altri è indispensabile. Oggi, sempre seguito da queste persone, ho ritrovato un motivo per riprendere in mano la mia vita, a breve riavrò i documenti ma soprattutto una sistemazione tutta mia.

Questo è tutto quello che in breve sono riuscito a dirvi di me.

Dico a tutte quelle persone che come me stanno vivendo periodi in solitudine, di non arrendersi mai... chiedete aiuto, non vergognatevi affatto, anzi trovate forza e coraggio di rimettervi in pista.

Stefano P.


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