SANT’ANGELO «È impossibile spedire una lettera in una città di 13mila abitanti»

La lettera di Renato Rizzi

Questa mattina, ultimo giorno dell’anno, sono partito a piedi da casa con l’intenzione di imbucare una lettera nell’ultima casella postale rimasta a Sant’Angelo Lodigiano (13.000 abitanti circa) all’ingresso dell’ufficio postale della mia cittadina. Arrivato sul posto e dopo aver constatato che, come ogni giorno, i locali della filiale fosse piena di clienti come sempre, con grande stupore ho scoperto che la casella postale è stata rimossa, senza un cartello o una segnalazione. Sono rimasto a bocca aperta e mi sono cadute le braccia. Ma i manager giallo vestiti che riescono a far recapitare pacchi anche in cielo (la pubblicità di questi giorni in TV) non pensano che c’e’ ancora qualcuno che forse scrive a questo mondo?

Do loro un consiglio, mettete via l’insegna Poste Italiane e metteteci Banco Posta che tanto quello bancario è diventato il loro servizio oltre a luce, gas, telefonia ed annessi e connessi. Naturalmente nessuna colpa dei dipendenti. Ho provato un senso di vergogna, io che volevo solo imbucare, ma forse essendo anziano ho capito che un altro pezzo del mio mondo se ne sta andando prima di me. Ma siamo sicuri che questo mondo “nuovo” sia meglio di quello vecchio che ci stanno cambiando non solo in “Posta”? Ma io non mi arrendo, cercherò un paese vicino dove trovare almeno vicino alla Posta un vecchia casella postale rossa dove poter spedire la mia corrispondenza.

Renato Rizzi

Sant’Angelo Lodigiano

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