«Sanità pubblica in decadimento: serve un intervento immediato»

Lettera ai sindaci del Sudmilano a firma di Massimo Gatti, già sindaco di Paullo

«Sanità pubblica in decadimento: serve un intervento immediato»

Martedì 8-11-2022 la conferenza dei sindaci di ASST Melegnano-Martesana ha eletto il consiglio di rappresentanza e i presidenti di distretto. È necessario un intervento immediato per contrastare la decadenza della sanità pubblica che contraddistingue il nostro territorio. Mancanza di personale sanitario enorme (3,7 unità per mille abitanti contro una media delle altre Asst comparabili di 7,8), liste di attesa fuori soglia, problemi e carenze negli ospedali con la chiusura di alcuni reparti come psichiatria a Melzo, crisi dei pronto soccorso, assenza di decine di medici di base, scarsa chiarezza su case e ospedali di comunità, caratterizzano la vita quotidiana dei nostri cittadini. Il piano di organizzazione aziendale strategica è stato approvato senza partecipazione dei medici e dei primari. Nel frattempo aumentano a dismisura, anche dalle nostre parti, i grandi gruppi sanitari privati e accreditati con profitti crescenti.

L’epidemia, la crisi sociale ed economica, le paure indotte dalle guerre (dopo tante parole per potenziare la medicina nel territorio), non hanno modificato le politiche privatistiche della giunta regionale lombarda e l’inerzia complice dei vari governi nazionali che si succedono. In questa situazione sempre più difficile una prima innovazione, che le Istituzioni pubbliche devono pretendere, consiste nell’obbligo che i dirigenti sanitari hanno, a partire dal Direttore ASST Laurelli, di non cestinare le istanze del territorio.

Da circa un anno non è stata data alcuna risposta alle domande puntuali, alle lettere formali e alle mobilitazioni del coordinamento per il diritto alla salute Melegnano-Martesana e nello stesso modo ci si è comportati rispetto alle richieste di un gruppo di ex amministratori di Paullo avanzate nel dicembre 2021.

E proprio Paullo è un caso emblematico. Un tempo cuore del sistema sanitario pubblico della nostra zona con il consorzio sanitario di zona dal 1978 (anno della riforma con la costituzione del servizio sanitario nazionale) e con l’acquisizione della sede del distretto da parte del comune nel 1995 per garantire il lavoro di molteplici specialisti sanitari presenti fino a qualche anno fa.

Oggi ci troviamo in una situazione molto grave di disattenzione e di abbandono con la chiusura e la riduzione delle prestazioni garantite dal distretto sanitario di Paullo e senza la sostituzione del personale che va in pensione o si dimette. Succede anche lo spostamento improvviso di dipendenti in altre sedi provocando buchi e l’annullamento degli appuntamenti. Alcuni ambulatori come oculistica, urologia e nefrologia sono fermi da parecchio tempo. Ci sono tra qualche mese numerosi pensionamenti che mettono a rischio varie specialistiche. La giunta regionale lombarda, negativamente, non ha previsto una casa della comunità a Paullo, pur con molte strutture ancora a disposizione, e l’amministrazione comunale non ha raggiunto alcun risultato dimostrando una grave inconsistenza.La ricaduta sulla comunità è pesantissima perché in poco tempo rischia di imporsi un monopolio privato con serie conseguenze sullo stato di salute, la prevenzione, la cura e sul portafoglio delle persone e delle famiglie.

Per reagire in modo costruttivo bisogna puntare sul rilancio del distretto, previsto e non annullato anche dalle ultime normative, utilizzando l’alta professionalità del personale ancora presente come dimostrato durante l’emergenza covid e assumendo in modo consistente nuove figure.

Il distretto bassa martesana paullese con quasi 140.000 abitanti è il più grande della ASST. Per ora non c’è l’ospedale di comunità, e io credo fermamente sia giusto prevederlo a Paullo. In bassa martesana ci sono grandi ospedali mentre nella nostra zona Paullo offre il suo storico distretto di via Mazzini, la RSA per anziani in via Ronco ben gestita da anni, il centro diurno integrato e servizi per disabili, la guardia medica, gli altri presidi socio-sanitari pubblici e del privato sociale, le farmacie. I parametri base per ottenere l’ospedale di comunità sono ampiamente soddisfatti (ad es.dimensione strutture-posti letto) e si tratta di coordinare, valorizzare, adeguare alle nuove tecnologie e alle necessità di salute di oggi ciò che esiste e ha una storia, senza avventure immobiliari. Mi auguro che i nuovi organismi di rappresentanza, i comuni, i dirigenti sanitari, regione Lombardia e tutte le autorità competenti vogliano prendere sul serio tale proposta. In ogni caso cercheremo di organizzare un momento pubblico per spiegare quello che sta succedendo e per illustrare la proposta coinvolgendo tutte le persone e le intelligenze disponibili.

Massimo Gatti, già sindaco di Paullo

1985-2004

Paullo

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