Non snaturiamo questo piccolo Central Park

Non snaturiamo questo piccolo Central Park

È giusto oppure no tagliare 105 alberi all’Isola Carolina?

Egregio Direttore,

scrivo questa lettera per porre attenzione e dire la mia, da semplice cittadino, su quello che viene definito come il “maxi intervento” per il rilancio dell’Isola Carolina.

Nell’articolo apparso sul suo quotidiano il giorno giovedì 24 maggio 2018, si parla di “radure luminose” e di tante altre cose; questo termine, radure, in un contesto come il parco Isola Carolina è bastato, però, per mettermi in allarme. Proseguendo nella lettura si parla di rinnovare il verde con centinaia di alberelli, di una promenade aperta anche di notte, di prati e dell’intento di voler superare “l’impressione di abbandono che oggi comunica l’area”.

Fermo restando che sono pienamente d’accordo riguardo il fatto che sia necessario e non più procrastinabile un serio piano di manutenzione del parco, non trovo però che siano “i grandi alberi così densi che non permettono alla luce di filtrare” ad essere la causa dello stato attuale delle cose.

Sul Cittadino di oggi, 28 maggio 2018, leggo poi alcune lettere che comunicano alla cittadinanza che questo “maxi intervento” prevede il taglio di 107 alberi ad alto fusto. Ecco concretizzato il mio timore. Trovo questa cosa, se vera e prevista dal progetto, davvero sconcertante. Di seguito cercherò brevemente di spiegare il perché.

Il parco Isola Carolina è un bosco in città e non vedo la necessità di creare delle radure quando, essendo presenti alberi ad alto fusto, è piacevolissimo godere del fresco e dell’ombra che tali fronde ci regalano. Inoltre aree libere da attrezzare come area gioco per i bimbi, area ristoro, eventuale area cani, sono presenti proprio grazie al fatto che i molti alberi, mi ripeto, ad alto fusto non creano ostacoli per la fruizione del terreno, come invece potrebbero avvenire se ci fossero arbusti o alberi più piccoli. Inoltre, se considerassimo la città come un susseguirsi di ambienti differenti, invece di ragionare a compartimenti stagni, potremmo benissimo identificare l’Isola Carolina come parte di un parco più ampio che potrebbe partire dal Pulignano, incontrare la futura Spina Verde e proseguire verso i Giardini Barbarossa.

In quest’ottica, credo, la necessità di avere delle radure nel parco di Viale Dalmazia non avrebbe più senso perché, se volessi passeggiare al fresco in un bosco cittadino opterei per l’Isola Carolina (che in questi giorni, con le abbondanti piogge e i prati verdissimi ricorda tanto un angolo di giardino all’inglese); contrariamente, volessi godere del sole, dei prati e dei giochi d’acqua, facendo quattro passi mi sposterei ai Giardini di Viale IV novembre.

La mia proposta di manutenzione prevede quindi il rifacimento della pavimentazione dei viali in modo che i bambini, come ho fatto io e come avranno sicuramente fatto molti Lodigiani, potranno tornare a correre sulla bici, con i pattini, a giocare con la palla (una volta erano disegnati a terra anche i campi da pallavolo); realizzare, vicino ai servizi igienici presenti un’area ristoro; illuminare in maniera intelligente tutti i percorsi del parco; sistemare nuove e numerose panchine lungo tutti i sentieri e regalare nuovamente ai bambini la gioia di andare sull’altalena, la possibilità di sognare di essere dei pirati attrezzando una nuova area giochi.

Ben vengano poi il trenino, i tappeti elastici e tutto quello che potrà riportare l’allegro vocio dei bambini felici. Secondo il mio modesto parere non serve molto di più. Si potrebbe pensare poi di trasformare la salita che porta a Piazza Castello in una scalinata, più comoda per i pedoni (considerando che le biciclette possono usare le rampe di Piazza Matteotti collegate direttamente con la pista ciclabile) e migliorare il sottopassaggio che porta al parcheggio grazie ad una costante manutenzione. Una volta fatto ciò, vigilando sul parco in maniera costante lo si manterrà in maniera decorosa come si fa con altre aree verdi della nostra Città. Se piace ai cittadini, il bene comune viene tutelato dagli stessi, ricordiamolo sempre.

Non snaturiamo quello che, per la nostra Lodi, può essere paragonato ad un piccolo angolo di Central Park o, se vogliamo, al più vicino Parco Sempione.

arch. Daniele Mascherpa

Considerato l’argomento, che sta catalizzando l’attenzione di molti lettori, “Il Cittadino” è disponibile ad accogliere quanti volessero esprimere la propria opinione in merito. Ricordiamo che non saranno pubblicate lettere anonime.


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