MILANO «Le idee si difendono con le parole e non con la violenza»

La lettera di Francesco Piazza

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Gentile Direttore,

quanto accaduto a Milano suscita amarezza e profonda preoccupazione. Le immagini di tensioni, scontri e violenze impongono una riflessione che va oltre ogni appartenenza politica.

Manifestare, scioperare ed esprimere il proprio dissenso sono diritti sacrosanti, pilastri della nostra democrazia. Ma protestare non significa distruggere, aggredire o mettere a rischio la sicurezza delle persone. Nessuna rivendicazione, per quanto legittima, può giustificare comportamenti violenti.

Da insegnante, mi preoccupa soprattutto il messaggio che simili episodi trasmettono alle giovani generazioni. Ogni giorno, nelle nostre scuole, cerchiamo di educare al rispetto delle regole, al dialogo, alla responsabilità e alla convivenza civile. Valori che non possono essere smentiti da quanto accade nelle nostre piazze.

La violenza finisce per oscurare le ragioni di chi manifesta pacificamente, danneggia cittadini e lavoratori e colpisce anche le forze dell’ordine, impegnate a garantire la sicurezza di tutti.

Occorre certamente ascoltare il disagio sociale, ma anche recuperare il senso del limite e della responsabilità individuale. La libertà non può mai essere confusa con l’impunità.

Ai nostri ragazzi dobbiamo insegnare che le idee si difendono con il coraggio delle parole, non con la forza della violenza. Perché quando una protesta degenera nella distruzione, a perdere non è soltanto la città, ma l’intera comunità civile.

Francesco Piazza

Docente di scuola primaria

Cerro al Lambro

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